Per calcolare il TFR si divide la retribuzione dell'anno per 13,5 e si toglie lo 0,50% della retribuzione imponibile: restano 6,91% della RAL ogni anno. Su una RAL di 30.000 € sono 2.072,22 € l'anno, cioè 172,69 € al mese messi da parte. Dopo cinque anni, con la rivalutazione, il fondo vale 10.890,09 € lordi e 8.507,04 € netti.
In breve: la quota annua di TFR è la retribuzione utile divisa per 13,5, ridotta dello 0,50% della retribuzione imponibile. Ogni 31 dicembre il fondo degli anni precedenti si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT, con un'imposta sostitutiva del 17%. Quando incassi, il TFR è tassato a parte.
I numeri di questa pagina escono dal motore di calcolo del sito e dalla formula dell'art. 2120 del codice civile. Ipotesi: dipendente privato, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, RAL costante negli anni e coincidente con la retribuzione utile per il TFR. Il tuo contratto collettivo può escludere qualche voce: sotto ti dico dove cambia.
Come si calcola il TFR, in tre passaggi
Il calcolo del TFR ha tre momenti diversi, e confonderli è il motivo per cui i conti non tornano quasi mai. Uno è annuale, uno è di fine anno, uno arriva solo quando il rapporto finisce. È anche il modo più rapido per capire come funziona il TFR senza leggere la norma.
- La quota dell'anno: retribuzione utile ÷ 13,5, meno lo 0,50% della retribuzione imponibile. Si accantona e non si tocca.
- La rivalutazione: al 31 dicembre il fondo già accumulato — non la quota dell'anno in corso — cresce di una percentuale legata all'inflazione. Il datore versa il 17% su quell'incremento.
- La tassazione: quando incassi, il TFR non entra nel reddito dell'anno. Va in tassazione separata, con un'aliquota che dipende da quanto hai accantonato e in quanti anni.
I primi due passaggi li vedi in busta paga mese per mese. Il terzo lo vedi una volta sola, ed è quello che sposta di più.
Quanto TFR accantoni ogni anno con la tua RAL?
Il 6,91% della retribuzione utile, ogni anno, sempre. Non è una percentuale che cambia con il reddito, come fa l'IRPEF. La formula è la stessa per tutti: cambia solo la base su cui si applica.
| RAL | Netto al mese (13 mensilità) | Quota lorda ÷ 13,5 | Meno 0,50% | Accantonato nell'anno | Al mese |
|---|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 1.340,96 € | 1.481,48 € | −100,00 € | 1.381,48 € | 115,12 € |
| 25.000 € | 1.582,28 € | 1.851,85 € | −125,00 € | 1.726,85 € | 143,90 € |
| 30.000 € | 1.801,96 € | 2.222,22 € | −150,00 € | 2.072,22 € | 172,69 € |
| 35.000 € | 2.002,47 € | 2.592,59 € | −175,00 € | 2.417,59 € | 201,47 € |
| 38.000 € | 2.095,28 € | 2.814,81 € | −190,00 € | 2.624,81 € | 218,73 € |
| 45.000 € | 2.310,32 € | 3.333,33 € | −225,00 € | 3.108,33 € | 259,03 € |
| 55.000 € | 2.700,09 € | 4.074,07 € | −275,00 € | 3.799,07 € | 316,59 € |
Ipotesi della tabella: RAL uguale alla retribuzione utile per il TFR, netto mensile calcolato dal motore del sito su 13 mensilità, dipendente privato a Milano senza familiari a carico. Il conto completo di una RAL da 30.000 €, voce per voce, sta in quanto sono netti 30.000 € di RAL.
Quanti soldi ti danno con il TFR?
Circa un mese di stipendio in più per ogni anno lavorato, un po' scarso. La divisione per 13,5 vale il 7,41% della retribuzione; tolto lo 0,50%, resta il 6,91%. Su una RAL di 30.000 € con 13 mensilità significa 2.072,22 € accantonati contro 2.307,69 € di una mensilità lorda: il TFR annuo è l'89,8% di una mensilità, non una intera.
Perché si divide per 13,5, e perché ti tolgono lo 0,50%?
Il 13,5 è un numero scritto in legge, non una media di mensilità. L'art. 2120 del codice civile, nella versione introdotta dalla legge 297/1982, dice che la quota si calcola dividendo per 13,5 la retribuzione dovuta per l'anno.
Il divisore vale per tutti allo stesso modo: tredici mensilità o quattordici, il denominatore resta 13,5. Cambia il numeratore, cioè la retribuzione utile. Comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, tredicesima inclusa, salvo diversa previsione del contratto collettivo. È qui che il tuo CCNL può spostare il conto: alcuni contratti escludono voci come i rimborsi o certe indennità, e la base scende.
Lo 0,50% è un'altra storia e non è una tassa su di te. La legge 297/1982 ha introdotto un contributo aggiuntivo dello 0,50% a carico del datore di lavoro. Nello stesso articolo gli ha permesso di ridurre di altrettanto la quota annua di TFR che ti accantona. Risultato: il contributo lo versa lui, il costo lo sposta sul tuo accantonamento. Non lo trovi fra le trattenute come il 9,19% dei contributi IVS: lo vedi solo come un accantonamento più basso.
Quanto vale la rivalutazione del TFR?
Al 31 dicembre il fondo accantonato fino all'anno precedente si rivaluta di due pezzi: una quota fissa dell'1,50% e una quota variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La quota maturata nell'anno in corso non si rivaluta.
Con i dati veri del 2026: l'indice FOI di agosto 2026 vale 103,7 in base 2025=100 (ISTAT). Ricondotto alla stessa base, l'indice di dicembre 2025 vale 100,082372, quindi l'aumento è del 3,614650%. Il 75% fa 2,710988%, più l'1% di quota fissa maturata in otto mesi: coefficiente 3,710988%.
| Fondo TFR al 31/12/2025 | Rivalutazione ad agosto 2026 | Imposta sostitutiva 17% | Rivalutazione netta |
|---|---|---|---|
| 10.000 € | 371,10 € | −63,09 € | 308,01 € |
| 20.000 € | 742,20 € | −126,17 € | 616,03 € |
| 30.000 € | 1.113,30 € | −189,26 € | 924,04 € |
L'imposta sostitutiva del 17% la versa il datore di lavoro allo Stato, ma esce dal tuo fondo: l'accantonamento che vedi in busta paga è già al netto. Prima del 2015 era l'11%, e l'aumento al 17% è rimasto.
La rivalutazione copre l'inflazione?
Sotto il 3,3% di inflazione sì, sopra no, e il punto di pareggio esce dalla formula stessa. Su base annua, con un'inflazione FOI del 2% il coefficiente lordo è il 3,00% e al netto del 17% resta il 2,49%: hai guadagnato mezzo punto. Con un'inflazione del 6% il coefficiente è il 6,00% lordo e il 4,98% netto: hai perso un punto.
Il pareggio cade al 3,30% di inflazione annua. Il TFR in azienda ti protegge dall'inflazione bassa, non da quella alta, ed è una scelta del legislatore, non un caso.
Quanto ti resta netto quando incassi il TFR?
Il TFR non entra nel reddito dell'anno in cui lo prendi: ha una tassazione separata tutta sua. L'aliquota si ricava da un reddito fittizio — il TFR diviso gli anni di servizio, moltiplicato per dodici — e si applica poi all'intero imponibile. Le rivalutazioni restano fuori: il 17% l'hanno già pagato.
Esempio completo, RAL 30.000 € costante, ipotesi di rivalutazione del 3% l'anno (pari a un'inflazione FOI del 2%):
| Voce | 5 anni | 10 anni | 15 anni | 20 anni |
|---|---|---|---|---|
| Quote accantonate | 10.361,10 € | 20.722,20 € | 31.083,30 € | 41.444,40 € |
| Rivalutazioni nette | 528,99 € | 2.483,02 € | 6.048,58 € | 11.436,52 € |
| Fondo lordo | 10.890,09 € | 23.205,22 € | 37.131,88 € | 52.880,92 € |
| Imposta sulla tassazione separata | −2.383,05 € | −4.766,11 € | −7.149,16 € | −9.532,21 € |
| TFR netto | 8.507,04 € | 18.439,11 € | 29.982,72 € | 43.348,71 € |
Il reddito di riferimento qui è 24.866,64 € e l'aliquota è il 23%: resta la stessa a cinque come a venti anni, perché la quota annua non cambia. Con una RAL di 45.000 € e quindici anni il reddito di riferimento sale a 37.299,96 € e l'aliquota diventa 25,4933%: su un fondo di 55.697,78 € l'imposta è 11.886,23 € e restano 43.811,55 €.
C'è un secondo tempo che quasi nessuno racconta: quella del datore è una tassazione provvisoria. L'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta applicando l'aliquota media dei cinque anni precedenti, e può arrivare una richiesta a distanza di tempo, oppure un rimborso.
Quanto è l'importo netto di un TFR di 10.000 euro?
7.700 €, se hai lavorato almeno cinque anni. Con un imponibile di 10.000 € e cinque anni, il reddito di riferimento è 24.000 €, l'aliquota è il 23% e l'imposta 2.300 €. Il risultato non cambia a dieci, quindici o vent'anni: finché il reddito di riferimento resta sotto i 28.000 €, l'aliquota è sempre il 23%.
Cambia se gli anni sono pochi. Con tre anni lo stesso imponibile dà un reddito di riferimento di 40.000 €, l'aliquota sale al 26% e il netto scende a 7.400 €. Accumulare in fretta costa: è il contrario di quello che dice l'intuizione.
Come faccio a sapere quanto è il mio TFR?
Guarda l'ultimo cedolino, in fondo, nel riquadro dei dati che si aggiornano nell'anno. Le diciture cambiano da software a software — «F.do TFR», «TFR accantonato», «Quota TFR», «Rival. TFR» — ma le cifre sono tre: il fondo residuo dell'anno precedente, la quota maturata nell'anno, la rivalutazione.
La verifica che puoi fare da solo in due minuti:
- prendi la retribuzione utile del mese e dividila per 13,5: è l'ordine di grandezza della quota mensile lorda;
- togli lo 0,50% della retribuzione imponibile previdenziale del mese;
- confronta il risultato con la riga «quota TFR» del cedolino.
Se i due numeri si discostano di parecchio, non vuol dire che la busta paga sia sbagliata: le cause più comuni sono una retribuzione utile diversa dalla tua RAL lorda per previsione del CCNL, mesi con assenze non retribuite, o il TFR destinato a un fondo pensione. Se dopo questi controlli il numero resta lontano, potrebbe valere la pena chiedere il conto a chi elabora le paghe. Dove cade questa riga rispetto a tutte le altre lo spiego in come leggere la busta paga, e su un cedolino intero in esempio di busta paga.
Perché sulla busta paga non c'è il TFR?
Perché il tuo TFR non resta sempre in azienda. Se l'hai destinato alla previdenza complementare, la quota va al fondo pensione e il cedolino può mostrare solo il versamento. Se l'azienda supera la soglia dimensionale prevista e tu non hai aderito a un fondo, il TFR va al Fondo di Tesoreria dell'INPS: la soglia è stata rivista per il 2026 e qui non la fisso. In entrambi i casi il maturato continua a spettarti, ma non lo amministra più il datore.
Quando viene pagato il TFR?
Alla fine del rapporto di lavoro, qualunque sia il motivo: dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto, pensione. I tempi di liquidazione li fissa il contratto collettivo e non esiste un termine unico di legge: nei giorni successivi per alcuni CCNL, fino a qualche mese per altri. In corso di rapporto puoi chiedere un'anticipazione, ma ha requisiti e limiti suoi che qui non copro.
Cosa non copro
- Il tuo CCNL. La retribuzione utile per il TFR può escludere voci per previsione contrattuale, e il contratto fissa anche i tempi di pagamento. Qui assumo che la retribuzione utile coincida con la RAL.
- Le proiezioni degli anni futuri. La rivalutazione dipende da un indice che non esiste ancora: il 3% usato nelle tabelle è un'ipotesi dichiarata, non una previsione. Il conto del 2026 con i dati ISTAT reali è l'unico numero di rivalutazione non ipotetico di questa pagina.
- Anticipazione, fondo pensione e Fondo di Tesoreria, che cambiano dove va il denaro e come viene tassato. Sono tre pagine a parte.
- La riliquidazione dell'Agenzia con l'aliquota media del quinquennio, le detrazioni minori sui redditi di riferimento bassi, i rapporti cessati prima del 2001 e il pubblico impiego, che ha un istituto diverso.
- Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore pubblico con le regole 2026 e dalle formule di legge citate sotto. Come li ho ottenuti sta in come ho lavorato.
Un calcolatore del TFR qui non c'è, e non lo invento per farti restare: quello che c'è è il calcolatore RAL → netto, e la quota di TFR esce da lì con una divisione per 13,5 e una sottrazione dello 0,50%.
Il numero da tenere a mente è uno: il 6,91% di quello che guadagni ogni anno, restituito alla fine con una tassazione intorno al 23-27%. Prima di firmare un'offerta, quel 6,91% si calcola sulla RAL scritta nel contratto.