Le ex festività in busta paga non sono un importo: sono un contatore, di solito in ore, che sta nel piede del cedolino accanto a ferie e ROL. Vengono da quattro ricorrenze che nel 1977 hanno smesso di essere festive: 19 marzo, Ascensione, Corpus Domini, 29 giugno. I contratti collettivi le hanno rimpiazzate con permessi retribuiti. Quanto valgono dipende da come il tuo cedolino le conta: su una RAL di 26.000 €, 32 ore pagate fanno 369,94 € lordi e 219,98 € netti, mentre le stesse ex festività scritte come «4 giornate» ne fanno 307,69 € lordi e 182,92 €. Sessantadue euro di differenza lorda sullo stesso diritto.

In breve: le ex festività in busta paga sono le quattro festività civili soppresse nel 1977 e sostituite dai contratti collettivi con permessi retribuiti. Nel cedolino sono un saldo di ore — maturato, goduto, residuo — non una riga che alza il netto. Le ore annue le fissa il CCNL, non la legge. Se il contratto le paga, su 26.000 € di RAL 32 ore valgono 219,98 € netti.

I numeri in euro di questa pagina escono dal motore di calcolo del sito, rigenerati oggi. Le ipotesi sono queste: dipendente privato a tempo pieno, residenza a Milano, nessun familiare a carico, anno intero, aliquota contributiva FPLD ordinaria, regole 2026, 13 mensilità, divisore orario 173, divisore giornaliero 26. Divisori e mensilità li fissa il tuo contratto. Le date sono calendario, le conversioni fra ore e giorni aritmetica.

Dove stanno le ex festività nel cedolino?

In basso, nella fascia dei contatori, insieme a ferie e permessi. Il cedolino ha tre zone: l'intestazione con i tuoi dati e il codice del CCNL, il corpo con le voci che fanno il netto, il piede con i saldi. Le ex festività vivono nel piede, e non partecipano al totale delle competenze. Le trovi come EX FEST., FEST. SOPPRESSE, PERM. EX FEST., con tre numeri in fila: maturato, goduto, residuo.

Le sigle non sono prescritte da nessuna norma, e questo spiega perché due cedolini uguali le scrivono in modo diverso. Alcuni elaboratori tengono un contatore dedicato, altri sommano ex festività e ROL in un unico saldo chiamato «permessi». Se il tuo ne ha uno solo, dentro quel numero ci sono due diritti con regole di scadenza diverse: il confronto sta in il ROL in busta paga.

C'è un caso in cui queste ore compaiono anche nel corpo, in euro: quando il contratto le paga invece di fartele usare. Lì vedi una riga di indennità positiva e il contatore che si azzera. È l'unico momento in cui alzano il bonifico.

Chi cerca «ex festività busta paga» di solito ha davanti proprio quel saldo e vuole due cose: sapere se sta crescendo come dovrebbe, e quanto vale in euro. Sono le due domande a cui risponde il resto di questa pagina.

Quali sono le quattro festività soppresse?

Il 19 marzo (S. Giuseppe), l'Ascensione, il Corpus Domini e il 29 giugno (SS. Pietro e Paolo). La L. 260/1949, all'art. 2, le elencava fra i giorni festivi. La L. 54/1977, all'art. 1, ne ha soppresse cinque: «I seguenti giorni cessano di essere considerati festivi agli effetti civili» — Epifania, S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Apostoli Pietro e Paolo. L'Epifania è tornata festiva nel 1986, le altre quattro no.

RicorrenzaData 2026GiornoData 2027Giorno
S. Giuseppe19 marzogiovedì19 marzovenerdì
Ascensione14 maggiogiovedì6 maggiogiovedì
Corpus Domini4 giugnogiovedì27 maggiogiovedì
SS. Pietro e Paolo29 giugnolunedì29 giugnomartedì

Le due date mobili si calcolano dalla Pasqua, il 5 aprile nel 2026 e il 28 marzo nel 2027: l'Ascensione cade 39 giorni dopo, il Corpus Domini 60. Per questo sono sempre di giovedì, cioè in un giorno lavorativo per chi sta su cinque o sei giorni. Le date che si muovono davvero sono le altre due, e nel 2026 cadono entrambe fra lunedì e venerdì.

Il conto delle quattro ha due eccezioni, e sono entrambe nel testo delle norme. Il DPR 792/1985, che ha riportato l'Epifania fra i giorni festivi, dichiara festivo anche «il 29 giugno, SS. Pietro e Paolo, per il comune di Roma». Se lavori a Roma quella non è una ex festività: è una festa, e le ricorrenze soppresse che ti restano sono tre. L'altra eccezione è il 2 giugno, che la L. 54/1977 aveva spostato alla prima domenica di giugno e che la L. 336/2000 ha ripristinato: «A decorrere dal 2001 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica ha nuovamente luogo il 2 giugno di ciascun anno».

Il 4 novembre è una festa soppressa?

Sì, nel senso che non è più un giorno festivo: la L. 54/1977 ha spostato il Giorno dell'unità nazionale alla prima domenica di novembre, e il 4 novembre «cessa di essere festivo». Nel 2026 quella domenica è il 1° novembre, che è già Ognissanti; nel 2027 è il 7 novembre. Il 4 novembre, mercoledì nel 2026, per te è un normale giorno di lavoro.

Il 4 novembre però non è uguale alle altre quattro. La differenza sta nell'art. 5 della L. 260/1949, che riguarda le festività nazionali: la festa della Repubblica, il 25 aprile, il 1° maggio e «il giorno dell'unità nazionale (4 novembre)». L'ultimo comma dice che «qualora la festività ricorra nel giorno di domenica, spetterà ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all'aliquota giornaliera».

Come il tuo cedolino chiuda questa partita lo decidono il contratto e l'elaboratore, e per il tuo caso non lo so. Può essere una giornata in più pagata a novembre, un'ora aggiunta al contatore, o niente. So dirti che novembre è il mese in cui vale la pena guardare, e quale riga cercare.

Che cosa significa «permessi ex festività» in busta paga?

Significa che il tuo contratto collettivo ti dà ore di permesso retribuito al posto di quelle giornate di festa. Il punto che quasi nessuno dice: il permesso non lo ha inventato la legge del 1977. Quella legge ha quattro articoli, li ho letti tutti, e non c'è una riga sul trattamento economico dei lavoratori. Cancella le festività, vieta le riduzioni d'orario non autorizzate negli uffici pubblici, dice che le ricorrenze non sono giorni di vacanza per le scuole, entra in vigore. Fine.

Il permesso è nato dalla contrattazione collettiva, che ha compensato le giornate perse. La conseguenza pratica: se cerchi in una norma quante ex festività ti spettano, non la trovi, perché non c'è. Il numero è nel tuo CCNL, come il valore del tuo minimo tabellare.

Quante ore di ex festività hai?

Le ore annue le scrive il tuo contratto. L'uso più citato è 32 ore all'anno per un tempo pieno, cioè quattro giornate da otto, riproporzionate a part time. Lo dichiaro per quello che è: una cifra ricorrente nelle fonti divulgative e nell'AI Overview di Google su questa query, che oggi non ho verificato su un testo contrattuale. Non è il tuo numero. Il tuo numero sta nella colonna del maturato del tuo cedolino, o nell'articolo del tuo CCNL sui permessi annui.

Quando hai il totale annuo, la maturazione è una divisione.

Totale annuo da contrattoAl meseDopo 10 mesi
32 ore2,67 ore26,67 ore
24 ore2,00 ore20,00 ore
16 ore, part time a metà orario1,33 ore13,33 ore
4 giornate0,33 giornate3,33 giornate

Tabella aritmetica, non normativa: totale annuo diviso dodici. Vale se il tuo contratto fa maturare in modo lineare, che è il caso ordinario.

Chi ha diritto a 4 giorni di festività soppresse?

Chi ha un contratto collettivo che li prevede in quella misura: non è un diritto universale del lavoro dipendente, e non c'è una norma che lo imponga. Attenzione a una clausola che cambia il conteggio: se il tuo contratto riconosce il permesso solo quando la ricorrenza cade in un giorno in cui avresti lavorato, il totale varia di anno in anno. È il motivo per cui la tabella sopra ha la colonna del giorno della settimana, e per cui a Roma le ricorrenze sono tre.

32 ore o 4 giornate: perché non è la stessa cifra

Perché i due divisori non sono proporzionali. L'ora si ottiene dividendo il lordo mensile per il divisore orario — 173 nell'ipotesi di questa pagina — e la giornata dividendolo per il divisore giornaliero, 26. Ma 26 giornate da otto ore farebbero 208 ore, non 173: contare quattro giornate non equivale a contare 32 ore. Sullo stesso cedolino la differenza è di un quinto.

UnitàCome si calcolaLordoNetto
1 ora2.000,00 € ÷ 17311,56 €6,89 €
8 ore, una giornata in ore11,56 € × 892,49 €54,94 €
1 giornata2.000,00 € ÷ 2676,92 €45,71 €
32 ore11,56 € × 32369,94 €219,98 €
4 giornate76,92 € × 4307,69 €182,92 €

Ipotesi: RAL 26.000 € su 13 mensilità, quindi 2.000,00 € di lordo mensile; l'importo pagato si somma al reddito dell'anno. Il netto è la differenza fra il netto annuo con l'indennità e quello senza, calcolata dal motore. I due divisori non sono norme: li fissa il tuo CCNL, e con divisori diversi tutta la tabella cambia.

Non sto dicendo che un cedolino che usa le giornate sia sbagliato: sono due convenzioni contrattuali, entrambe legittime. Sto dicendo che se confronti il tuo saldo con quello di un collega su un'unità diversa, non stai confrontando niente. Lo stesso problema, sulle ferie, l'ho raccontato in ferie in ore o in giorni.

Quanto ti resta se te le pagano?

Dipende dalla RAL, e meno di quanto sembra: su 26.000 € il prelievo su quelle 32 ore è del 40,5%. Non è una sola aliquota: sono i contributi IVS a tuo carico, l'IRPEF dello scaglione, le addizionali regionale e comunale, più le detrazioni che perdi perché il reddito è salito.

RALPaga oraria lorda32 ore lorde32 ore nettePrelievo
20.000 €8,89 €284,57 €183,62 €35,5%
24.000 €10,67 €341,49 €205,44 €39,8%
26.000 €11,56 €369,94 €219,98 €40,5%
30.000 €13,34 €426,86 €253,79 €40,5%
32.000 €14,23 €455,31 €230,70 €49,3%
36.000 €16,01 €512,23 €201,50 €60,7%
40.000 €17,79 €569,14 €223,76 €60,7%
50.000 €22,23 €711,43 €360,41 €49,3%

Ipotesi: 13 mensilità, divisore 173, nessuna maggiorazione, le condizioni dichiarate sopra.

Perché a 36.000 € di RAL le stesse ore rendono meno

Perché l'importo si somma all'ultimo euro del tuo reddito, non alla media. Guarda la riga dei 36.000 €: le stesse 32 ore valgono 512,23 € lordi, cioè 142 € più che a 26.000 €, e ne restano 201,50 € netti, cioè 18 € in meno. La causa è l'ulteriore detrazione della L. 207/2024, che vale 1.000 € piena fino a 32.000 € di reddito e si azzera a 40.000 €: su quella fascia perdi 12,5 centesimi di detrazione per ogni euro in più. È una conseguenza non voluta di come sono scritte le norme, e resta assurda.

Il meccanismo, voce per voce, sta in quanto vale davvero un'ora del tuo lavoro. Se la tua RAL è intorno ai 30.000 €, il conto completo è in quanto sono netti 30.000 € di RAL.

La conseguenza pratica è la stessa dei permessi: usare un'ora vale il 100% della tua paga oraria, farsela pagare ne vale il 39-65% a seconda della RAL. In tempo libero le ex festività valgono più che in euro.

Come viene pagata la festività lavorata?

Una festività vera, se la lavori, ti dà la retribuzione della giornata più le ore effettivamente lavorate con la maggiorazione per lavoro festivo: lo dice l'art. 5 della L. 260/1949 per le quattro festività nazionali, e per le altre lo scrive il contratto. Su una ex festività questo non vale: il 19 marzo non è più un giorno festivo, quindi lavorarlo non è lavoro festivo e non c'è niente da maggiorare.

È la distinzione che genera più confusione, e in euro pesa. Se il 19 marzo lavori, sei in un giorno ordinario e il contatore delle ex festività resta dov'era: quelle ore le userai, o te le pagheranno, in un altro momento dell'anno.

Ex festività non godute: che fine fanno?

Dipende dal tuo CCNL, e le strade sono tre: si riportano all'anno successivo con un termine, si pagano come indennità alla scadenza, oppure decadono. Non c'è una regola di legge. Il divieto di monetizzare che vale sulle ferie — l'art. 10 del D.Lgs. 66/2003, comma 2, che vieta di sostituire le quattro settimane minime con «la relativa indennità per ferie non godute», salvo risoluzione del rapporto — qui non si applica, perché le ex festività non sono ferie. Per questo molti contratti le fanno pagare.

Quello che puoi fare adesso è leggere il contatore nel modo giusto. Se il residuo non si muove da mesi e il tuo contratto ha un termine, il tempo di decidere è prima della scadenza: dopo la scelta non è più tua. Se invece il saldo si è azzerato e nel corpo del cedolino non trovi nessuna riga di indennità, potrebbe valere la pena chiedere all'ufficio paghe come sono state chiuse quelle ore. Non posso dirti se il tuo cedolino è corretto: posso dirti quale numero guardare.

Se il contatore non torna, quale numero guardi?

Il residuo, e lo verifichi con un'addizione a tre termini: residuo dell'anno precedente + maturato − goduto = residuo di oggi. Se i numeri sono in pagina e l'uguaglianza non regge, la differenza ha una causa. Nella mia esperienza di lettura dei cedolini sono quasi sempre queste quattro.

  • Unità diverse. Un saldo in ore letto come se fossero giornate, o il contrario. Otto ore sono una giornata a tempo pieno, non a part time.
  • Permesso legato al giorno della settimana. Se il contratto riconosce la ricorrenza solo quando cade in un giorno lavorato, il maturato di quest'anno può essere diverso da quello dell'anno scorso.
  • Riproporzione part time. Con metà orario, metà ore: il saldo va confrontato col tuo orario, non con quello di un collega a tempo pieno.
  • Un solo contatore «permessi». Se ROL ed ex festività sono sommati, un'ora usata può essere scalata dal serbatoio sbagliato: il totale resta giusto e la scadenza cambia.

Domande frequenti

Quali sono le festività soppresse pagate nel 2026?

Le ricorrenze soppresse sono quattro: 19 marzo, Ascensione (14 maggio 2026), Corpus Domini (4 giugno 2026) e 29 giugno. Si aggiunge il 4 novembre, che non è festivo perché la celebrazione è spostata alla prima domenica del mese. Nel 2026 cadono tutte in giorni feriali. Se poi diventino permesso, giornata pagata o niente lo decide il tuo contratto collettivo.

Le ex festività si possono usare come ferie?

Sono due contatori distinti e nessuna norma ti permette di spostare ore dall'uno all'altro. Nella pratica l'ordine di consumo conta per un motivo economico: le quattro settimane minime di ferie non si possono monetizzare mentre il rapporto è in corso, i permessi in molti contratti sì. Consumare prima quello che altrimenti perderesti è una scelta che passa dall'accordo con l'azienda.

Le ex festività spettano ai lavoratori part time?

Di norma sì, riproporzionate all'orario, quando il contratto lo prevede. Con 20 ore settimanali su 40 maturi metà delle ore di un tempo pieno. Attenzione al passaggio da ore a giornate: se la tua giornata è di 4 ore, lo stesso saldo in ore copre il doppio delle giornate. Il valore in euro segue la paga oraria, che a part time non cambia.

L'Epifania è una festività soppressa?

No, non più. La L. 54/1977 l'aveva soppressa, ma il DPR 792/1985 l'ha dichiarata di nuovo festiva — «il 6 gennaio, Epifania del Signore» — con effetto dal 1° gennaio 1986. Oggi il 6 gennaio è un giorno festivo a tutti gli effetti e non rientra fra le ex festività che il tuo contratto compensa con permessi.

Le ex festività pagate sono tassate?

Sì. Se il contratto te le paga invece di fartele usare, quell'importo è retribuzione: entra nell'imponibile previdenziale, nell'imponibile fiscale e nelle addizionali. Su una RAL di 26.000 €, 32 ore pagate fanno 369,94 € lordi e 219,98 € netti, con un prelievo del 40,5%. Un'ora usata invece non si tassa, perché non è un importo in più: è la tua giornata retribuita come sempre.

Quante ore di ex festività maturo ogni mese?

Il totale annuo del tuo contratto diviso dodici. Su 32 ore annue sono 2,67 ore al mese, su 24 sono 2,00. Il totale annuo non lo stabilisce la legge: lo scrive il CCNL, e lo leggi nella colonna del maturato del tuo cedolino. Se il contratto lega il permesso al giorno in cui cade la ricorrenza, la maturazione può non essere perfettamente lineare.

Che differenza c'è fra ex festività e ROL?

L'origine e il perché esistono. Il ROL nasce dalla riduzione dell'orario di lavoro che i contratti collettivi possono fissare sotto le 40 ore settimanali; le ex festività nascono dalla soppressione di quattro giornate di festa nel 1977. Nel cedolino si somigliano — sono due saldi di ore nel piede — e per questo molti elaboratori li uniscono in un unico contatore.

Quello che questa pagina non copre

  • Non so quante ore ti spettano. Le 32 ore sono un'ipotesi di lavoro che ho dichiarato come tale: oggi non ho riaperto nessun testo contrattuale, e un numero non verificato non diventa il tuo numero.
  • Non so come il tuo contratto tratta il 4 novembre, né se lega il permesso al giorno della settimana, né entro quando puoi usare il residuo. Sono tre clausole da leggere nel tuo CCNL.
  • I numeri in euro valgono per le ipotesi dichiarate. Dipendente privato a tempo pieno, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, regole 2026, 13 mensilità, divisori 173 e 26. Cambia una di queste cose e cambiano tutte le cifre.
  • Il conto è annuale. Il cedolino del mese applica l'IRPEF mensilizzata e il conguaglio riequilibra: il netto di un'indennità pagata in un singolo mese può essere diverso, e si allinea a fine anno.
  • Restano fuori apprendistato, pubblico impiego, settori con aliquota contributiva diversa dal FPLD ordinario, le festività del santo patrono fuori dal comune di Roma e il trattamento delle ex festività durante malattia e maternità.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate e le norme riaperte oggi. Se vuoi il tuo caso invece del caso guida, il punto di partenza è la tua RAL.