Il ROL in busta paga non è un importo: è un saldo in ore. Sta nel riquadro dei contatori, in basso nel cedolino, accanto a ferie ed ex festività. Lo riconosci da tre numeri in fila — maturato, goduto, residuo — spesso con le sigle MAT, GOD, RES e un AP per l'anno precedente. Quante ore ti spettano non lo dice nessuna legge: lo dice il tuo contratto collettivo. Quanto valgono in euro lo dice la tua paga oraria. Su una RAL di 26.000 € un'ora di ROL vale 11,56 € lordi; se il contratto te la fa pagare invece di fartela usare, ti arrivano 6,89 € netti.

In breve: il ROL in busta paga è un contatore in ore nel piede del cedolino, non una riga che alza il netto. Le ore annue le fissa il CCNL, non la legge. Un'ora vale il lordo mensile diviso il divisore orario del contratto: 11,56 € su 26.000 € di RAL. Pagate come indennità, 72 ore fanno 832,37 € lordi e 494,91 € netti.

Le ipotesi dei numeri calcolati sono queste: dipendente privato, residenza a Milano, nessun familiare a carico, anno intero, aliquota contributiva FPLD ordinaria, regole 2026, 13 mensilità, divisore orario 173. Il divisore e le mensilità li fissa il tuo CCNL. Gli importi escono dal motore di calcolo del sito, rigenerati oggi.

Dove sta il ROL nel tuo cedolino?

In basso, nella fascia dei contatori, non nel corpo delle competenze. Ogni busta paga ha tre zone: l'intestazione con i tuoi dati e il codice del CCNL, il corpo con le voci che fanno il netto, il piede con i saldi. Il ROL vive nel piede. È un conto alla rovescia di ore, affiancato di solito a ferie ed ex festività. Non partecipa al totale delle competenze.

Questo spiega la cosa che fa cercare «non ho i ROL in busta paga»: cerchi un importo in euro fra le righe dello stipendio e non lo trovi, perché non c'è. Quando usi un'ora di ROL, quell'ora ti viene pagata come se l'avessi lavorata. Nel corpo può comparire una riga «ROL goduto» con un importo positivo e, in parallelo, un'ora in meno fra le ore ordinarie. Il netto resta lo stesso. Il ROL si vede nel saldo che scende, non nel bonifico che sale.

Chi cerca «rol busta paga cosa sono» di solito ha davanti proprio quel numero di ore e vuole due cose: capire se sta crescendo come dovrebbe e sapere quanto vale in euro. Sono le due domande a cui risponde il resto di questa pagina.

Le sigle non sono prescritte da nessuna norma e cambiano da un elaboratore all'altro. La L. 4/1953, all'art. 1, obbliga il datore a indicare «tutti gli altri elementi che, comunque, compongono detta retribuzione, nonché, distintamente, le singole trattenute» e il codice alfanumerico del CCNL applicato: impone il dettaglio di quello che ti paga, non un formato per i contatori. L'obbligo di tenere traccia delle ore sta altrove, nell'art. 39 del D.L. 112/2008 sul Libro Unico del Lavoro, che impone «un calendario di presenze da cui risulti, per ogni giorno, il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato», oltre a straordinari, assenze, ferie e riposi. La consegna della copia del cedolino assolve l'obbligo della L. 4/1953.

Se ti servono le altre sigle del documento, il dizionario sta in voci della busta paga, dove trovarle; la mappa delle tre zone in come si legge una busta paga.

Che cosa vuol dire ROL AP in busta paga?

Di solito «anno precedente»: sono le ore maturate l'anno scorso e non ancora usate, tenute separate da quelle dell'anno in corso perché hanno una scadenza diversa. Trovi spesso anche ROL AC per l'anno corrente. «Di solito» è la parola che conta: la sigla non è normata, e due buste paga possono usarla in modo diverso. Se nel tuo cedolino i due saldi non sono distinti, hai un unico numero che mescola anni con scadenze diverse.

Quante ore di ROL maturi ogni mese?

Le ore annue divise dodici, e il totale annuo è contrattuale. Il ROL nasce come riduzione dell'orario di lavoro: l'art. 3 del D.Lgs. 66/2003 fissa l'orario normale in 40 ore settimanali e aggiunge che «i contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore». Quella durata minore, quando non accorcia la settimana, diventa un pacchetto di ore di permesso da usare durante l'anno. È un diritto che ti dà il contratto, non la legge, e il numero cambia da un CCNL all'altro, a volte anche con l'anzianità o la dimensione dell'azienda.

Non ti dico quante ore ti spettano: non posso leggere il tuo contratto e non invento il numero. Te lo dà il tuo cedolino nella colonna del maturato, o l'articolo del tuo CCNL sui permessi annui retribuiti. Quando hai il totale annuo, la maturazione mensile è un'addizione.

Ore di ROL all'anno, da contrattoMaturazione al meseDopo 6 mesiDopo un anno
56 ore4,67 ore28 ore56 ore
72 ore6,00 ore36 ore72 ore
88 ore7,33 ore44 ore88 ore
104 ore8,67 ore52 ore104 ore

La tabella è aritmetica pura: totale annuo diviso dodici. Vale se il tuo contratto fa maturare le ore in modo lineare, che è il caso ordinario, e se sei a tempo pieno. Alcuni CCNL le fanno maturare per intero solo dopo qualche anno di servizio, altri non le danno nei primi mesi: quello sta scritto nel tuo, non qui. Se sei part time il saldo va letto in proporzione all'orario — metà orario, metà ore — se il tuo contratto le riproporziona, e di solito lo fa.

Le ex festività sono una cosa vicina e non la stessa. La L. 54/1977, all'art. 1, ha cancellato dal calendario civile alcune festività — fra cui S. Giuseppe, l'Ascensione, il Corpus Domini e i SS. Pietro e Paolo — e i contratti collettivi le hanno sostituite con permessi retribuiti. Molti cedolini tengono ROL ed ex festività in due contatori distinti, molti li sommano in uno solo chiamato «permessi». Se il tuo ne ha uno solo, il totale annuo che vedi contiene due cose con regole diverse.

Quanto vale un'ora di ROL in euro?

Il lordo mensile diviso il divisore orario del tuo CCNL: su un lordo di 2.000,00 € al mese e un divisore di 173, un'ora vale 11,56 € lordi. È la stessa paga oraria con cui il contratto calcola le assenze e la base degli straordinari. Un'ora di ROL che usi non ti aggiunge niente in busta: ti evita una trattenuta. Un'ora di ROL che ti pagano invece è retribuzione in più, e lì il conto cambia faccia.

Ore di ROL pagateLordoNetto che ti arrivaNetto per ora
8 ore, un giorno92,49 €54,94 €6,87 €
24 ore277,46 €164,93 €6,87 €
56 ore647,40 €384,90 €6,87 €
72 ore832,37 €494,91 €6,87 €
104 ore1.202,31 €714,75 €6,87 €

Ipotesi della tabella: RAL 26.000 € su 13 mensilità, paga oraria lorda 11,56 €, le ore pagate si sommano al reddito dell'anno. Il netto è la differenza fra il netto annuo con l'indennità e quello senza, calcolata dal motore. Una singola ora isolata esce a 6,89 € netti, due centesimi sopra la media del pacchetto: è l'effetto delle detrazioni che si ritirano mentre il reddito sale, e si vede solo nei decimali.

Il prelievo su quell'indennità è del 40,5% e non è una sola aliquota: sono i contributi IVS sul lordo, l'IRPEF dello scaglione, le addizionali regionale e comunale, più le detrazioni che perdi perché il reddito è salito. Il motore applica l'aliquota IVS ordinaria del FPLD, 9,19% a carico tuo: è un parametro dichiarato del calcolatore, e il registro completo sta in come ho lavorato.

Perché a 36.000 € di RAL le stesse ore rendono meno

Perché l'indennità per i permessi non goduti si somma all'ultimo euro del tuo reddito, non alla media, e sulla fascia fra 32.000 e 40.000 € il prelievo marginale arriva al 60,7%. Il risultato è controintuitivo e vero: 72 ore pagate a chi ha 36.000 € di RAL valgono 1.152,51 € lordi, cioè 320 € più che a 26.000 €, e ne restano 453,10 € netti, cioè 42 € in meno.

RALPaga oraria lordaNetto di un'ora pagata72 ore lorde72 ore nettePrelievo
20.000 €8,89 €5,75 €640,28 €413,24 €35,5%
24.000 €10,67 €6,47 €768,34 €462,31 €39,8%
26.000 €11,56 €6,89 €832,37 €494,91 €40,5%
30.000 €13,34 €7,84 €960,43 €559,75 €41,7%
32.000 €14,23 €7,18 €1.024,46 €519,07 €49,3%
36.000 €16,01 €6,21 €1.152,51 €453,10 €60,7%
40.000 €17,79 €7,06 €1.280,57 €503,43 €60,7%
50.000 €22,23 €11,31 €1.600,71 €811,03 €49,3%

Ipotesi: 13 mensilità, divisore 173, nessuna maggiorazione, le stesse condizioni dichiarate sopra. Se la tua RAL è intorno ai 30.000 €, il conto voce per voce con imponibili e detrazioni sta in quanto sono netti 30.000 € di RAL. La causa della gobba fra 32.000 e 40.000 € è l'ulteriore detrazione della L. 207/2024, che vale 1.000 € piena fino a 32.000 € di reddito e si azzera a 40.000 €: su quella fascia perdi 12,5 centesimi di detrazione per ogni euro in più. È una conseguenza non voluta di come sono scritte le norme, e resta assurda. Il conto completo su un'ora di lavoro ordinaria sta in quanto vale davvero un'ora del tuo lavoro.

Una conseguenza pratica: se puoi scegliere fra usare le ore e farle pagare, usarle vale sempre il 100% della tua paga oraria, farle pagare ne vale il 39-65% a seconda della RAL. In ore libere il ROL vale più che in euro.

Che differenza c'è tra ROL, ferie e permessi?

La differenza che conta è l'origine, e da quella derivano tutte le altre: le ferie sono un diritto di legge, il ROL un diritto di contratto. L'art. 10 del D.Lgs. 66/2003 garantisce «un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane» e, al comma 2, vieta di sostituire quel minimo con un'indennità: «non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro». Sul ROL quel divieto non c'è, perché il ROL non è nelle quattro settimane: per questo molti contratti prevedono che le ore non usate si paghino.

CaratteristicaFerieROLEx festività
Da dove vienelegge, art. 10 D.Lgs. 66/2003contratto collettivocontratto, dopo la L. 54/1977
Come si misura nel cedolinogiorni o oreoreore o giornate
Si possono monetizzareno sul minimo di 4 settimane, salvo fine rapportosì, se il CCNL lo prevedesì, se il CCNL lo prevede
Scadenzadue settimane nell'anno, le altre due entro 18 mesila fissa il CCNLla fissa il CCNL

«Permessi» è la parola generica: dentro ci stanno il ROL, le ex festività, i permessi per legge come quelli della L. 104/1992 e i permessi non retribuiti. Quando il cedolino ha una sola riga «permessi» non sai quale di queste cose stai guardando, e le regole di scadenza sono diverse.

Che fine fanno i ROL non goduti?

Dipende dal tuo CCNL, e le strade sono tre: si riportano all'anno successivo con un termine, si pagano come indennità alla scadenza, oppure decadono. Non c'è una regola di legge, e questa è la risposta onesta a una domanda su cui si legge di tutto. La legge ha una regola solo per le ferie, e riguarda il minimo di quattro settimane.

Quello che puoi fare adesso è leggere il tuo cedolino nel modo giusto. Se il contatore ROL AP non scende da mesi e la scadenza del tuo contratto si avvicina, il tempo di decidere è ora: una volta superato il termine la scelta non è più tua. Se invece il saldo si azzera e nel corpo del cedolino non trovi nessuna riga di indennità, potrebbe valere la pena chiedere all'ufficio paghe come sono state chiuse quelle ore. Non posso dirti se il tuo cedolino è corretto: posso dirti quale numero guardare.

Se il saldo non torna, quale numero guardi?

Il saldo residuo, che è il risultato di un'addizione a tre termini. Il controllo è questo: residuo dell'anno precedente + maturato nell'anno − goduto = residuo di oggi. Se i quattro numeri sono in pagina e l'uguaglianza non regge, la differenza ha una causa, e di solito è una di queste quattro.

  • Ore contro giorni. Il contatore ROL è in ore, quello delle ferie spesso in giorni. Otto ore sono un giorno a tempo pieno, non a part time. Confrontare un saldo in ore con una scadenza espressa in giornate è il modo più rapido per vedere un errore che non c'è.
  • Maturazione non lineare. Se il tuo CCNL dà il ROL per intero solo dopo un certo numero di anni, o lo esclude nei primi mesi, il maturato di ottobre non sarà dieci dodicesimi del totale annuo.
  • Assenze lunghe. Diversi contratti sospendono la maturazione dei permessi durante le assenze non retribuite. Un mese di aspettativa può togliere un rateo.
  • Due anni mescolati. Se AP e AC sono sommati in un unico numero, un'ora usata può essere scalata dall'anno sbagliato, e il saldo totale resta giusto mentre la scadenza cambia.

Il numero da confrontare con tutto il resto è la tua paga oraria. Se il cedolino espone un valore unitario dei permessi diverso dal lordo mensile diviso il divisore del tuo CCNL, hai trovato una domanda precisa da fare, che è molto meglio di un sospetto generico.

Domande frequenti

Quanto viene pagata un'ora di ROL?

Di norma alla paga oraria ordinaria, senza maggiorazione: è un'assenza retribuita, non uno straordinario. Su 26.000 € di RAL fanno 11,56 € lordi l'ora. La misura esatta dell'indennità per le ore non godute la fissa il tuo CCNL, che può usare una base di calcolo diversa dalla paga oraria piena. Al netto, quell'ora pagata ti lascia 6,89 €, perché si somma al reddito dell'anno.

Posso usare i ROL al posto delle ferie?

Sono due saldi distinti e il tuo contratto decide in che ordine si consumano; nessuna norma ti permette di spostare ore da un contatore all'altro. Nella pratica l'ordine conta per un motivo economico: le quattro settimane di ferie non si possono monetizzare, le ore di ROL in molti contratti sì. Consumare prima le ore che altrimenti perderesti, tenendo le ferie, è una scelta che però deve passare dall'accordo con l'azienda.

Quali scadono prima, i ROL o le ferie?

Dipende: il termine delle ferie è di legge, quello del ROL è contrattuale, e non c'è un ordine valido per tutti. Sulle ferie l'art. 10 del D.Lgs. 66/2003 fissa due settimane da godere nell'anno di maturazione e le altre due entro i 18 mesi successivi. Sul ROL il termine lo scrive il tuo CCNL, e può essere più corto o più lungo. L'unico modo di saperlo è aprire il tuo contratto.

I ROL in busta paga sono obbligatori?

Per il datore di lavoro sì, se il contratto collettivo che applica li prevede: a quel punto sono una condizione del rapporto, non una concessione. Obbligatori per legge no: nessuna norma impone un pacchetto di ore di riduzione d'orario. L'art. 3 del D.Lgs. 66/2003 si limita a consentire ai contratti collettivi una durata dell'orario minore di 40 ore settimanali.

Come si calcolano i ROL a part time?

Si riproporzionano all'orario, quando il contratto lo prevede, e di solito lo prevede: con 20 ore settimanali su 40 maturi metà delle ore di un tempo pieno. Attenzione al passaggio da ore a giornate: con un orario giornaliero di 4 ore, un «giorno» di permesso vale 4 ore e non 8, quindi lo stesso saldo in ore copre il doppio dei giorni. Il valore in euro segue la paga oraria, che a part time non cambia.

A chi spettano i ROL?

A chi ha un contratto collettivo che li prevede, nei limiti che quel contratto stabilisce. Non sono un diritto universale del lavoro dipendente: se il tuo CCNL non li contempla, non li maturi, e non c'è una norma che li imponga. Il codice del CCNL applicato è scritto nel tuo cedolino per obbligo di legge: da lì risali al contratto e all'articolo sui permessi.

Quello che questa pagina non copre

Le ore di ROL che ti spettano sono un dato del tuo contratto collettivo, e qui non lo stimo per nessun CCNL: oggi non ho riaperto i testi contrattuali e un numero non verificato non entra in questa pagina. La tabella della maturazione mensile parte dal totale annuo che devi leggere tu. Oltre a questo:

  • I numeri in euro valgono per le ipotesi dichiarate. Dipendente privato a tempo pieno, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, regole 2026, 13 mensilità, divisore 173. Cambia una di queste cose e cambiano tutte le cifre.
  • Il divisore 173 è un'ipotesi, non una norma. Lo fissa il tuo CCNL. Con un divisore diverso la paga oraria cambia e con essa tutta la tabella.
  • Il conto è annuale. Il cedolino del mese applica l'IRPEF mensilizzata e il conguaglio riequilibra: il netto di un'indennità pagata in un singolo mese può essere diverso, e si allinea a fine anno.
  • Restano fuori apprendistato, pubblico impiego, settori con aliquota contributiva diversa dal FPLD ordinario, i permessi della L. 104/1992, la banca ore e i permessi sindacali.
  • Non so cosa dice il tuo contratto. Niente in questa pagina sostituisce l'articolo del tuo CCNL sui permessi annui retribuiti.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate e le norme riaperte il 6 ottobre 2026. Se vuoi il tuo caso invece del caso guida, il punto di partenza è la tua RAL.