Il contributo FAP in busta paga è la tua quota di contributi INPS: il 9,19% del lordo, chiamato con il nome che quel fondo aveva nel 1952. Non è una trattenuta in più. Non è un fondo a cui ti hanno iscritto a tua insaputa. È la stessa riga che altri cedolini chiamano IVS, contributi previdenziali o ritenute INPS. Su una RAL di 30.000 € fa 2.757,00 € all'anno, cioè 212,08 € su ciascuna delle tredici mensilità.
In breve: FAP sta per Fondo adeguamento pensioni, istituito presso l'INPS nel 1952 e confluito nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti il 1° maggio 1970. Il fondo non esiste più da cinquantasei anni, l'etichetta sui cedolini sì. La percentuale è 9,19% dell'imponibile previdenziale, la stessa dell'IVS.
I numeri di questa pagina escono dal motore di calcolo del sito con le regole 2026. Ipotesi: dipendente privato, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, nessun welfare né benefit.
Dove sta il contributo FAP nel tuo cedolino?
Nel blocco delle trattenute, di solito come prima riga, sopra l'IRPEF. L'ordine non è decorativo: i contributi si tolgono per primi, perché l'imposta si calcola su quello che resta.
La cosa che conta è che la voce porta due numeri, non uno: la base e l'importo. Su un cedolino del settore privato documentato dalla RSU IBM Italia le due righe si chiamano «Imponibile FAP» e «Contributo FAP». La prima è la base contributiva su cui si calcolano i contributi INPS a tuo carico. La seconda è il 9,19% di quella base. Più sotto può comparire la coppia «Imponibile FAP 1%» e «Contributo FAP 1%».
Le diciture che ho visto usare per la stessa trattenuta sono queste, e sono intercambiabili:
- Contributo FAP, Ctr FAP, FAP 9,19%
- Contributo IVS, Contributi IVS 9,19%
- Ritenute previdenziali, Contrib. prev. dipendente
- Contributi INPS c/dipendente
Se accanto a una di queste trovi una percentuale che comincia per 9, stai guardando la stessa cosa. Il resto delle sigle del cedolino sta nel dizionario delle voci della busta paga.
Perché si chiama FAP, se quel fondo non esiste più dal 1970?
Perché l'etichetta è sopravvissuta al fondo. Il Fondo per l'adeguamento delle pensioni nasce con l'articolo 14 della legge 218 del 4 aprile 1952. Quell'articolo sopprime due fondi precedenti e dispone che «presso l'istituto nazionale della previdenza sociale è istituito il Fondo per l'adeguamento delle pensioni», con contabilità separata dal resto dell'INPS.
Diciassette anni dopo lo chiudono dentro un altro. L'articolo 29 della legge 153 del 30 aprile 1969 fonde la gestione dell'assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti con il Fondo per l'adeguamento delle pensioni. Il fondo che ne esce assume la denominazione di «Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti», e si porta dietro attività, passività e riserve. Il D.P.R. 639 del 1970 fissa la data della fusione al 1° maggio 1970.
Da quel giorno il FAP, giuridicamente, non c'è più. Quello che è rimasto è la sigla nei tracciati dei software paghe, che nessuno ha avuto motivo di riscrivere. Non è una stranezza del tuo datore: è una sigla che sopravvive al proprio fondo da cinquantasei anni e continua a stampare se stessa.
Ho sia il FAP sia l'IVS sul cedolino: sto pagando due volte?
No, se i due importi coincidono. Capita che il software scriva la sigla storica nella descrizione della riga e quella corrente nel codice. Il risultato è una voce che sembra due. Il controllo non si fa sui nomi, si fa sull'aritmetica.
Prendi l'importo trattenuto e dividilo per 0,0919. Il risultato deve coincidere con l'imponibile previdenziale scritto accanto. Se coincide, quella è l'unica trattenuta previdenziale che stai pagando, comunque la chiamino.
Se invece vedi due importi diversi e la somma non torna al 9,19% di una sola base, non sono duplicati. Sono due contributi diversi, e i candidati stanno nelle due sezioni qui sotto. In nessuno dei due casi posso dirti che il tuo cedolino è sbagliato. Posso dirti quale divisione fare e quale riga guardare. Se il conto non torna, potrebbe valere la pena chiederlo a chi ti fa le paghe.
| Imponibile del mese | Contributo FAP al 9,19% |
|---|---|
| 1.384,62 € | 127,25 € |
| 1.692,31 € | 155,52 € |
| 1.923,08 € | 176,73 € |
| 2.307,69 € | 212,08 € |
| 2.692,31 € | 247,42 € |
| 3.076,92 € | 282,77 € |
Gli importi sono il contributo annuo calcolato dal motore sulle RAL da 18.000 a 40.000 €, diviso per tredici mensilità.
Cos'è la riga «FAP 1%»?
È il contributo aggiuntivo sulla parte di retribuzione che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile: per il 2026, 56.224,00 € l'anno. Non è un secondo prelievo sullo stipendio intero. Morde solo sull'eccedenza, e per la maggior parte dei cedolini quella riga resta a zero tutto l'anno.
| RAL | FAP 9,19% | Quota oltre 56.224 € | FAP 1% | Totale contributi |
|---|---|---|---|---|
| 50.000 € | 4.595,00 € | 0,00 € | 0,00 € | 4.595,00 € |
| 60.000 € | 5.514,00 € | 3.776,00 € | 37,76 € | 5.551,76 € |
| 70.000 € | 6.433,00 € | 13.776,00 € | 137,76 € | 6.570,76 € |
La soglia si applica mese per mese, non sull'anno. Per questo la riga può accendersi sul solo cedolino di dicembre, quando la tredicesima si somma allo stipendio, e poi rientrare in conguaglio. Il perché quell'1% lo paghi proprio tu l'ho spiegato nel pezzo sul contributo IVS in busta paga.
9,19% o 9,49%? E cos'è il FIS?
Il 9,19% è il contributo pensionistico, e basta. Il 9,49% che si legge in giro è il 9,19% più lo 0,30% della cassa integrazione straordinaria. Sono due contributi diversi che in alcuni cedolini viaggiano sulla stessa riga. L'articolo 23 del D.Lgs. 148/2015 fissa il contributo ordinario CIGS allo 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, «di cui 0,60 per cento a carico dell'impresa o del partito politico e 0,30 per cento a carico del lavoratore».
Chi ci rientra dipende da settore e dimensione del datore, e non è una regola che si legge dalla RAL. Quindi non scrivo che «sopra i quindici dipendenti è 9,49%». Scrivo che una percentuale del 9,49% sono quasi certamente due contributi sommati, e che la riga CIGS, dove è esposta a parte, vale 0,30%.
I contributi che un dipendente privato può vedersi trattenere in busta paga sono questi, e non sono molti:
- la quota pensionistica, cioè il FAP o IVS, al 9,19%
- il contributo aggiuntivo dell'1% sulla parte di retribuzione oltre 56.224 € l'anno
- lo 0,30% di CIGS, dove la cassa integrazione straordinaria si applica
- un terzo del contributo al FIS o a un fondo di solidarietà, dove c'è
Il resto delle trattenute non è contribuzione obbligatoria: è IRPEF, sono addizionali, o sono trattenute tue come previdenza complementare, fondo sanitario, quota sindacale, cessione del quinto e pignoramento.
Chi deve pagare il contributo FIS?
Lo pagano datore e lavoratore insieme. Il Fondo di integrazione salariale è l'ammortizzatore dei datori che non rientrano nella cassa integrazione. L'articolo 29 comma 8 del D.Lgs. 148/2015 fissa l'aliquota allo 0,50% per chi occupa fino a cinque dipendenti e allo 0,80% oltre i cinque. L'articolo 33 comma 1 dello stesso decreto dice come si divide: la contribuzione ordinaria è «ripartita tra datori di lavoro e lavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo».
Quindi la tua quota di FIS è un terzo dello 0,50% o dello 0,80%. È una riga piccola e separata dal FAP, e finanzia un'integrazione salariale, non la tua pensione. Il motore di questo sito non la modella, perché dipende dal datore e non dalla RAL. Se ce l'hai sul cedolino, il tuo netto è di poco sotto quello delle tabelle qui sotto.
Perché dal 2025 il contributo FAP è tornato più alto?
Perché lo sconto non c'è più, e lo sconto stava proprio su quella riga. Nel 2024 l'articolo 1 comma 15 della legge 213/2023 ha previsto un esonero di 6 punti sulla quota IVS a carico del lavoratore, per le retribuzioni imponibili fino a 2.692 € al mese. I punti diventavano 7 sotto i 1.923 €. Chi ne ha beneficiato, nei dodici mesi del 2024, ha visto un FAP al 3,19% o al 2,19% invece che al 9,19%.
Dal 2025 quella misura non è stata rinnovata. Al suo posto l'articolo 1 comma 4 della legge 207/2024 ha messo una somma di natura fiscale, per i dipendenti con reddito complessivo fino a 20.000 €. Vale il 7,1% del reddito di lavoro dipendente fino a 8.500 €, il 5,3% fra 8.500 e 15.000 € e il 4,8% oltre.
Il risultato è che la riga FAP è tornata piena mentre il sostegno si è spostato più in basso nel cedolino. Se confronti una busta paga del 2024 con una di oggi e la trattenuta previdenziale è cresciuta a parità di lordo, questa è la prima cosa da guardare. Le altre cause di un netto che scende stanno nell'articolo sul netto più basso del mese scorso.
Quanto ti costa il contributo FAP in un anno?
Dal 9,19% della RAL, e per gli stipendi bassi è la voce più pesante dell'intero cedolino — più pesante di tutte le imposte messe insieme. È il dato che non vedo scritto da nessuna parte, e cambia il modo in cui si legge la busta paga.
| RAL | FAP in un anno | Imposte in un anno | Netto annuo | Netto medio su 13 mensilità |
|---|---|---|---|---|
| 18.000 € | 1.654,20 € | 988,57 € | 16.141,83 € | 1.241,68 € |
| 22.000 € | 2.021,80 € | 2.213,92 € | 18.723,23 € | 1.440,25 € |
| 25.000 € | 2.297,50 € | 2.132,85 € | 20.569,65 € | 1.582,28 € |
| 30.000 € | 2.757,00 € | 3.817,51 € | 23.425,49 € | 1.801,96 € |
| 35.000 € | 3.216,50 € | 5.751,33 € | 26.032,17 € | 2.002,47 € |
| 40.000 € | 3.676,00 € | 8.363,82 € | 27.960,18 € | 2.150,78 € |
| 50.000 € | 4.595,00 € | 12.837,35 € | 32.567,65 € | 2.505,20 € |
Imposte = IRPEF netta più addizionale regionale Lombardia e addizionale comunale di Milano. Calcolo del motore con le regole 2026 e le ipotesi dichiarate sopra.
A 18.000 € di RAL il FAP vale 1.654,20 € e tutte le imposte insieme 988,57 €: la pensione ti costa quasi il doppio del fisco. A 40.000 € il rapporto si è rovesciato, 3.676,00 € contro 8.363,82 €. Il motivo è semplice. Il FAP è piatto al 9,19% su qualunque lordo, mentre l'IRPEF è progressiva e le detrazioni si consumano mentre il reddito sale. Il dettaglio riga per riga di una RAL da 30.000 € sta nella pagina RAL 30.000 € netto.
Il FAP non è una tassa. È l'unica differenza che conta davvero fra quella riga e quelle sotto: non finisce nel bilancio dello Stato, va al tuo montante contributivo all'INPS. E quello che vedi è solo la tua parte. L'aliquota IVS piena per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti è il 33%: il resto lo versa il datore, e sul cedolino non compare.
Una precisazione che evita una confusione frequente. Una trattenuta chiamata «fondo pensione» di solito non è il contributo FAP in busta paga: è la tua quota di previdenza complementare, quella che va a un fondo negoziale o aperto a cui hai aderito tu. Il FAP è obbligatorio e va all'INPS. La previdenza complementare è volontaria, va altrove, e il motore di questo sito non la calcola. Se le vedi tutte e due, stai guardando due pensioni diverse.
Come si calcola l'imponibile IRPEF, allora?
Si parte dalla retribuzione imponibile e si tolgono i contributi obbligatori, FAP compreso. È il motivo per cui la riga FAP sta sopra l'IRPEF: ogni euro di contributo abbassa anche la base su cui si calcola l'imposta.
Su una RAL di 30.000 €, 30.000 meno 2.757,00 € di FAP fanno 27.243,00 € di imponibile IRPEF. È su quei 27.243 € che il motore applica scaglioni e detrazioni, non sui 30.000 €. Chi prova a stimare l'IRPEF partendo dal lordo pieno sbaglia per eccesso, ogni volta. Come si incastrano tutte le righe, dal lordo al netto, l'ho messo nella guida su come leggere la busta paga.
Cosa non copro
- Il 9,19% vale per il FPLD ordinario. Apprendistato, pubblico impiego, dirigenti, spettacolo, sport, agricoltura, artigiani e commercianti hanno aliquote proprie, e qui non le stimo.
- Non so quale fondo intenda il tuo software paghe. «FAP» è un'etichetta, non un codice normativo. Se la divisione per 0,0919 non restituisce l'imponibile scritto accanto, quella riga misura qualcos'altro, e la risposta è nel contratto che ti applicano.
- CIGS, FIS e fondi di solidarietà non sono nel motore. Dipendono da settore, dimensione e CCNL, non dalla RAL. Dove ci sono, il netto reale è un po' più basso delle tabelle.
- Le tabelle assumono imponibile previdenziale uguale alla RAL monetaria, anno intero, un solo datore, nessun welfare e nessun fringe benefit.
- Il cedolino non dimostra che i contributi siano stati versati. Lo dice l'estratto conto contributivo nel fascicolo previdenziale sul sito INPS.
- Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri, e questa pagina non è consulenza.