La trasferta in busta paga si paga in tre modi alternativi, e sullo stesso identico viaggio in Italia la differenza arriva a 65,09 € netti. L'indennità forfettaria è esente fino a 46,48 € al giorno: sopra quella soglia è reddito come lo stipendio. Il rimborso analitico delle spese documentate non entra nel reddito. Il sistema misto mette insieme le due cose, e per farlo abbassa la soglia di un terzo o di due terzi. Prendi tre giorni a Bologna, sede di lavoro a Milano, 300 € spesi dall'azienda per te oltre al viaggio. Ti restano 234,91 €, 276,85 € o 300,00 € netti, secondo quale dei tre sistemi ha scelto chi ti paga.

In breve: fuori dal comune della sede di lavoro l'indennità di trasferta è esente fino a 46,48 € al giorno in Italia, 77,47 € all'estero. La soglia scende di un terzo se l'azienda rimborsa anche vitto o alloggio, di due terzi se li rimborsa entrambi. I rimborsi documentati di vitto, alloggio, viaggio e trasporto sono esenti. Dentro il comune l'indennità è tassata tutta.

Le ipotesi dei conti sono queste: dipendente privato residente a Milano, nessun familiare a carico, RAL di 30.000 €, anno intero, aliquota FPLD ordinaria, regole fiscali 2026. La trasferta è in Italia e fuori dal territorio del comune dove sta la sede di lavoro, salvo dove scrivo il contrario. I netti escono dal motore di calcolo del sito, rigenerati oggi. Le soglie vengono dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate che trovi in fondo, riaperta oggi. Il «comune» che conta è quello della sede di lavoro, non quello dove abiti.

Quanto ti resta, sullo stesso viaggio, nei tre sistemi?

Dipende da quanta parte dei 300 € passa dal lordo. Tre giorni a Bologna: treno andata e ritorno 60 €, taxi 20 €, rimborsati a parte su documento e pagati con carta. Quegli 80 € sono esenti in tutti e tre i casi e non li conto. Restano i 300 € che l'azienda spende per te, e che ti arrivano in tre modi diversi.

SistemaCome te li dàImponibileNetto che ti resta
Forfettario100 € al giorno di indennità, vitto e alloggio li paghi tu160,56 €234,91 €
Misto50 € al giorno di indennità più 150 € di albergo rimborsato57,03 €276,85 €
Analitico300 € a piè di lista, tutto documentato e pagato con carta0,00 €300,00 €

L'uscita dell'azienda è identica nelle tre righe. Il tuo netto no: fra la prima e la terza ballano 65,09 €, cioè quasi un quarto della somma, e non dipende da niente che tu possa decidere.

Il conto della prima riga: 100 € al giorno meno la soglia di 46,48 € fanno 53,52 € di imponibile al giorno, per tre giorni 160,56 €. Quei 160,56 € entrano nel lordo, pagano contributi, IRPEF e addizionali, e ne restano 95,47 €. Sommati ai 139,44 € esenti fanno 234,91 €.

Il conto della seconda: l'albergo rimborsato su fattura è esente, ma avendolo rimborsato la soglia dell'indennità scende di un terzo, da 46,48 € a 30,99 €. I 50 € al giorno eccedono di 19,01 €, per tre giorni 57,03 €, che netti diventano 33,88 €. Totale 276,85 €.

Una cosa che quasi nessuno scrive: il sistema si sceglie una volta per tutta la trasferta. Non si possono applicare criteri diversi alle singole giornate dello stesso viaggio.

Quanto spetta di indennità di trasferta al giorno?

Quanto dice il tuo CCNL o il tuo contratto individuale: la legge non fissa un minimo, fissa solo fino a quanto quell'indennità non è tassata. È la confusione più comune su questa voce. La soglia non è un diritto a incassare 46,48 €: è il punto oltre il quale il fisco prende la sua parte.

CasoItaliaEstero
Solo indennità, nessun rimborso di vitto o alloggio46,48 € al giorno77,47 € al giorno
L'azienda rimborsa o fornisce vitto oppure alloggio30,99 € al giorno51,65 € al giorno
L'azienda rimborsa o fornisce vitto e alloggio15,49 € al giorno25,82 € al giorno
Trasferta dentro il comune della sede0 €—

Le soglie piene, 46,48 € e 77,47 €, sono scritte nella circolare. Le righe ridotte no: la norma dice «ridotta di un terzo» e «di due terzi», e la divisione al centesimo è mia. I rimborsi di viaggio e trasporto documentati restano fuori da questo conto in tutti i casi, anche sotto forma di indennità chilometrica calcolata sulle tabelle ACI.

Ecco cosa succede al tuo netto quando l'indennità giornaliera sale, su una trasferta di tre giorni fuori dal comune, senza rimborsi di vitto e alloggio.

Indennità al giornoTotale lordoParte imponibileNetto che ti restaDifferenza col lordo
30,00 €90,00 €0,00 €90,00 €0,00 €
40,00 €120,00 €0,00 €120,00 €0,00 €
46,48 €139,44 €0,00 €139,44 €0,00 €
50,00 €150,00 €10,56 €145,64 €−4,36 €
60,00 €180,00 €40,56 €163,47 €−16,53 €
80,00 €240,00 €100,56 €199,26 €−40,74 €
100,00 €300,00 €160,56 €234,91 €−65,09 €

Fino a 46,48 € al giorno l'indennità ti arriva intera: è una delle poche righe della busta paga dove il lordo e il netto coincidono. Sopra, ogni euro in più rende poco meno di sessanta centesimi, perché viene tassato con l'aliquota del tuo ultimo scaglione e non con la media. È lo stesso meccanismo delle ore in più, nel conto della detassazione degli straordinari.

Quanto renda dipende da dove sta il reddito che avevi già. Su 100 € imponibili di indennità restano 64,51 € con una RAL di 20.000 €, 59,43 € con 30.000 €, 39,37 € con 40.000 €. La curva scende perché fra 32.000 e 40.000 € l'ulteriore detrazione della legge di bilancio 2025 si ritira mentre il reddito sale, e il ritiro si somma all'IRPEF. Il dettaglio del caso centrale sta nella pagina su 30.000 € di RAL.

Perché la stessa indennità dentro il comune vale 56,50 € in meno?

Perché dentro il comune della sede di lavoro la soglia di esenzione non esiste. Indennità e rimborsi concorrono interamente a formare il reddito, tranne i rimborsi di viaggio e trasporto comprovati e documentati. Non è una sfumatura: è la differenza fra un'indennità che ti arriva quasi tutta e una tassata dal primo centesimo.

Gli stessi 50 € al giorno per tre giorni, 150 € lordi, danno 145,64 € netti se la trasferta è fuori dal comune e 89,14 € se è dentro. Cinquantasei euro e cinquanta di differenza decisi da un confine amministrativo, a parità di viaggio, di ore e di fatica. È assurda come regola, ed è la regola.

Una cosa però è migliorata. Dal 1° gennaio 2025 i rimborsi di viaggio e trasporto dentro il comune sono esenti se «comprovati e documentati»: prima servivano documenti provenienti dal vettore, cioè in pratica un biglietto. Nell'esenzione rientra ora anche il rimborso chilometrico per l'auto propria calcolato sulle tabelle ACI, che fino al 2024 dentro il comune era tassato per intero. Pedaggi e parcheggi documentati sono esenti sia dentro sia fuori.

I rimborsi documentati sono sempre esenti?

No. Dal 1° gennaio 2025 per vitto, alloggio, taxi e NCC serve anche il pagamento tracciabile, e solo per le spese sostenute in Italia. Una cena con la ricevuta in mano, pagata in contanti, entra nel tuo reddito come se fosse stipendio. La fattura non basta più da sola.

Cosa rientra nell'obbligo e cosa no, secondo la circolare:

  • serve il pagamento tracciabile per vitto, alloggio, imposta di soggiorno, taxi e noleggio con conducente, anche se prenotati da app;
  • non serve per treni, aerei, autobus e navi, che restano esenti comunque sia stato pagato il biglietto;
  • non serve per il rimborso chilometrico sull'auto propria;
  • non serve per le spese sostenute all'estero, dove la tracciabilità non è richiesta.

Tracciabile vuol dire bonifico, bollettino postale, carta di debito o di credito, prepagata, assegno, PagoPA. La prova può essere la ricevuta della carta, l'estratto conto, l'email di conferma di un istituto di moneta elettronica.

C'è poi una trappola specifica del sistema forfettario. I rimborsi analitici di viaggio e trasporto restano esenti, ma ogni altro rimborso aggiunto all'indennità è tassato per intero anche se documentato: una cena rimborsata sopra l'indennità forfettaria passa tutta dal lordo. Nel sistema analitico, invece, anche le spese non documentabili — mance, lavanderia, telefono — restano esenti fino a 15,49 € al giorno in Italia e 25,82 € all'estero. Quali rimborsi arrivano interi e quali passano dal lordo sta anche nel dizionario delle voci della busta paga.

Dove si vede la trasferta nel tuo cedolino, e come si verifica

Nel corpo del cedolino, fra le competenze, su due righe distinte: la parte esente e la parte imponibile. I software paghe le stampano quasi sempre separate, perché una entra negli imponibili e l'altra no, ed è esattamente il controllo che puoi fare da solo.

Cerca nel PDF, in quest'ordine: indennità di trasferta, diaria, trasferta Italia, rimborso spese trasferta, rimborso km, rimborso piè di lista. Poi fai tre verifiche. La parte di indennità sotto la soglia del tuo caso è fuori dall'imponibile previdenziale e da quello fiscale? La parte sopra la soglia ci è dentro? I rimborsi a piè di lista che hai documentato stanno fra le voci non imponibili, o sono finiti nel lordo?

Se i conti non tornano non posso dirti che la tua busta paga è sbagliata. Posso dirti che potrebbe valere la pena chiedere all'ufficio paghe quale dei tre sistemi hanno applicato: è la domanda che scioglie quasi tutti i casi di trasferta in busta paga. Le altre due cause banali sono una spesa pagata in contanti e una trasferta trattata come dentro il comune. Dove stanno gli imponibili e i totali nel foglio è spiegato in come si legge una busta paga.

Domande frequenti

L'indennità di trasferta è tassata?

Solo per la parte che supera la soglia. Fuori dal comune della sede di lavoro, in Italia, i primi 46,48 € al giorno non entrano nel reddito; l'eccedenza paga contributi, IRPEF e addizionali come lo stipendio. La soglia scende a 30,99 € se l'azienda rimborsa o fornisce vitto o alloggio, e a 15,49 € se li copre entrambi. Dentro il comune l'indennità è imponibile per intero.

L'indennità di trasferta fa cumulo per il TFR e per la pensione?

Per la parte imponibile sì ai fini previdenziali, perché l'imponibile dei contributi segue quello fiscale: su quella quota si pagano i contributi, e i contributi fanno montante. Sul TFR la legge esclude espressamente i rimborsi spese dalla base di calcolo, mentre per l'indennità vera e propria contano il carattere non occasionale e quello che dice il tuo CCNL. È un giudizio sul tuo caso, e qui non lo calcolo.

Quanti giorni può durare una trasferta?

La legge fiscale non fissa un limite di giorni: fissa il confine fra trasferta, che è uno spostamento temporaneo dalla sede abituale, e trasferimento, che è la dislocazione definitiva presso un'altra sede. Esiste poi la figura del trasfertista, con regole proprie e un'indennità che concorre al reddito al 50%: è un caso diverso da quello di questa pagina e qui non lo copro.

Il rimborso chilometrico è esente?

Sì, se è comprovato e documentato ed è calcolato sulle tabelle ACI, e lo è sia fuori sia dentro il comune della sede di lavoro. Non gli si applica l'obbligo di pagamento tracciabile, perché non è il pagamento di un servizio ma il ristoro dei costi dell'auto propria. Dal 2025 l'esenzione dentro il comune è esplicita: prima lì era tassato per intero.

Posso avere l'indennità per metà trasferta e il rimborso per l'altra metà?

No. Il sistema — forfettario, misto o analitico — si sceglie per l'intera trasferta, e non è ammesso applicare criteri diversi alle singole giornate dello stesso viaggio. Quello che è ammesso, e che è il sistema misto, è affiancare all'indennità forfettaria il rimborso analitico di vitto o alloggio: in cambio la soglia di esenzione dell'indennità si riduce.

Quello che questa pagina non copre

I numeri qui sopra valgono per un caso dichiarato. Fuori restano queste cose:

  • Le trasferte all'estero, di cui riporto le soglie ma non calcolo i netti.
  • I trasfertisti, cioè chi per contratto lavora in luoghi sempre variabili: la loro indennità concorre al reddito al 50%.
  • Il pubblico impiego, dove le indennità di missione hanno discipline proprie di comparto.
  • Il part-time e l'anno non intero: qui i conti sono su un anno pieno a tempo pieno.
  • Le addizionali diverse da Milano e Lombardia, perché il gradino dei 23.000 € è di Milano.
  • Quanto l'indennità incida sul tuo TFR, che dipende dal CCNL e dal carattere non occasionale della voce.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Le soglie vengono dalla circolare citata sotto, riaperta oggi; i netti dal motore di calcolo pubblico del sito.

Se la tua RAL non è 30.000 €, la parte imponibile della trasferta rende un'altra cifra: il conto si rifà sul tuo reddito, ed è lì che si vede quanto vale l'indennità che ti hanno promesso.