L'addizionale comunale in busta paga non viene trattenuta in dodicesimi da gennaio. Ha un acconto del 30%, in un massimo di nove rate a partire da marzo, e un saldo in un massimo di undici rate dopo il conguaglio. L'addizionale regionale non ha acconto: il datore la determina al conguaglio e la trattiene in un massimo di undici rate dal periodo di paga successivo. Per questo le due voci ci sono in certi mesi e in altri no.
In breve: su 30.000 € di RAL a Milano l'addizionale comunale in busta paga vale 217,94 € all'anno e la regionale 377,94 €, in tutto 595,88 € su 3.817,51 € di imposte. Nel cedolino 2026 si sovrappongono acconto comunale 2026, saldo comunale 2025 e regionale 2025: nell’esempio sotto sono 55,49 € per mese di sovrapposizione, solo con imponibile, aliquote, soglie, detrazioni locali e domicilio fiscale invariati tra 2025 e 2026 e acconto 2025 già versato di 65,38 €. Cambiando solo comune, a parità di RAL, il netto annuo varia di 921,56 €.
I numeri escono dal motore di calcolo del sito, con queste ipotesi: dipendente privato, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, regole 2026. Il motore stima l'anno, non il singolo cedolino. Contiene le aliquote delle addizionali per tutti i 7.894 comuni italiani, dalle tabelle del Dipartimento delle finanze.
Quanto valgono le due addizionali in euro?
Su 30.000 € di RAL a Milano, 595,88 € all'anno: il 2,0% della RAL, e il 15,6% di tutto quello che paghi di imposte. Non sono la voce grossa del cedolino — l'IRPEF netta e i contributi INPS pesano molto di più — ma sono la voce che si muove senza preavviso.
| Riga | Importo annuo |
|---|---|
| Contributi INPS, IVS 9,19% | −2.757,00 € |
| Imposte totali | −3.817,51 € |
| — di cui addizionale regionale Lombardia | −377,94 € |
| — di cui addizionale comunale Milano | −217,94 € |
| Netto annuo | 23.425,49 € |
| Media mensile su 13 mensilità | 1.801,96 € |
Le due addizionali stanno dentro i 3.817,51 € di imposte, non si sommano a quelli. Il caso completo, voce per voce, sta nella pagina RAL 30.000 € netti.
Quando si paga l'addizionale comunale in busta paga?
L'acconto parte da marzo, il saldo dal mese dopo il conguaglio. Il decreto che la istituisce dice che il sostituto d'imposta trattiene l'acconto «in un numero massimo di nove rate mensili, effettuate a partire dal mese di marzo», e il saldo in un massimo di undici rate dal periodo di paga successivo a quello del conguaglio. Gennaio e febbraio, di norma, non hanno acconto.
Esempio illustrativo: cedolino 2026, conguaglio 2025 chiuso a dicembre 2025. Assumo imponibile di 27.243 € in entrambi gli anni (30.000 € di RAL nelle ipotesi del motore), stesse aliquote, soglie, detrazioni locali e domicilio fiscale a Milano. Uso i valori del motore 2026 anche per il 2025 solo sotto queste ipotesi: non è una ricostruzione delle regole storiche. Assumo inoltre un acconto comunale 2025 già trattenuto di 65,38 €: questo dato va letto dai cedolini 2025, perché dipende a sua volta dall'imponibile 2024.
| Voce nel cedolino 2026 | Anno d'imposta | Come ricavo l'importo da trattenere | Rate massime | Per rata |
|---|---|---|---|---|
| Addizionale regionale Lombardia | 2025 | 377,94 € determinati al conguaglio 2025 | 11, dal mese dopo il conguaglio | 34,36 € |
| Acconto addizionale comunale | 2026 | 30% sul calcolo riferito all'imponibile 2025: 65,38 € | 9, da marzo | 7,26 € |
| Saldo addizionale comunale | 2025 | 217,94 € dovuti per il 2025 − 65,38 € di acconto già trattenuto nel 2025 = 152,56 € | 11, dal mese dopo il conguaglio | 13,87 € |
55,49 € è la somma delle tre rate arrotondate nei mesi di sovrapposizione, solo nelle ipotesi appena dichiarate: imponibile, aliquote, soglie, detrazioni locali e domicilio fiscale invariati fra 2025 e 2026, acconto 2025 già versato di 65,38 € e numero massimo di rate. L'ultima rata può recuperare i centesimi degli arrotondamenti. Non sono necessariamente 55,49 € in più rispetto al mese precedente: a marzo può aggiungersi il solo acconto di 7,26 €, se i due saldi sono già in corso. Per confrontare le singole righe c'è il pezzo su il netto più basso del mese scorso.
Se l'imponibile cambia fra 2025 e 2026?
Tengo ferme le regole locali dell'esempio e l'acconto 2025 già versato di 65,38 €, ma porto l'imponibile 2026 a 31.783,50 €. Sono due calcoli annuali distinti:
| Calcolo annuale illustrativo a Milano | Anno d'imposta 2025 | Anno d'imposta 2026 |
|---|---|---|
| Imponibile | 27.243,00 € | 31.783,50 € |
| Addizionale comunale dovuta | 217,94 € | 254,27 € |
| Addizionale regionale dovuta | 377,94 € | 454,98 € |
Nel cedolino 2026 l'acconto comunale resta 65,38 €, perché usa l'imponibile 2025; il saldo comunale 2025 resta 152,56 € e la regionale 2025 resta 377,94 €. I 254,27 € dovuti per il 2026 entrano invece nel conguaglio 2026: tolti i 65,38 € di acconto 2026, il saldo è 188,89 €, normalmente rateizzato nel 2027. Anche i 454,98 € di regionale 2026 si trattengono dopo quel conguaglio. Il saldo non è quindi un 70% automatico dell'imposta dello stesso anno dell'acconto esposto nel cedolino.
Perché l'addizionale comunale compare due volte?
Perché le due righe riguardano anni d'imposta diversi. La legge lo fissa «nella misura del 30 per cento» dell'addizionale calcolata sul reddito dell'anno precedente: a marzo nessuno sa ancora quanto guadagnerai quest'anno, quindi si prende l'ultimo dato disponibile e si versa un anticipo. Il saldo, che arriva dopo il conguaglio, sistema la differenza fra l'anticipo e quello che devi davvero.
Il risultato è che in certi mesi vedi due righe di addizionale comunale con due importi diversi, e sono entrambe legittime. Una è l'anticipo di quest'anno, l'altra è il conto chiuso dell'anno scorso.
L'addizionale regionale si paga ogni mese?
No. La regionale non ha acconto: il sostituto d'imposta la determina in sede di conguaglio e la trattiene in un massimo di undici rate, dal periodo di paga successivo e non oltre quello le cui ritenute si versano a dicembre. Se il rapporto di lavoro finisce prima, viene trattenuta in un'unica soluzione in quel periodo di paga.
Il conguaglio è il momento in cui il datore rifà il conto dell'anno: come funziona nel dettaglio l'ho spiegato nell'articolo sul conguaglio in busta paga. Da lì in avanti la regionale appare come rata fissa fino a dicembre.
Quanto cambia il netto se cambi comune, a parità di RAL?
Fino a 921,56 € all'anno. Stessa RAL di 30.000 €, stesse ipotesi, nessun familiare a carico: il netto annuo va da 24.021,37 € a 23.099,81 € a seconda di dove hai il domicilio fiscale. Sono 70,89 € al mese di differenza su 13 mensilità — 1.847,80 € di media mensile a Trento contro 1.776,91 € a Salerno.
| Comune | Regionale | Comunale | Netto annuo |
|---|---|---|---|
| Trento | 0,00 € | 0,00 € | 24.021,37 € |
| Bolzano | 0,00 € | 0,00 € | 24.021,37 € |
| Firenze | 388,07 € | 54,49 € | 23.578,81 € |
| Aosta | 335,09 € | 136,22 € | 23.550,06 € |
| Cagliari | 335,09 € | 187,15 € | 23.499,13 € |
| Verona | 335,09 € | 217,94 € | 23.468,34 € |
| Milano | 377,94 € | 217,94 € | 23.425,49 € |
| Palermo | 335,09 € | 280,60 € | 23.405,68 € |
| Bologna | 435,79 € | 217,94 € | 23.367,64 € |
| Roma | 471,30 € | 245,19 € | 23.304,88 € |
| Torino | 571,11 € | 217,94 € | 23.232,32 € |
| Napoli | 621,89 € | 272,43 € | 23.127,05 € |
| Salerno | 621,89 € | 299,67 € | 23.099,81 € |
Il motore copre tutti i 7.894 comuni, e su questa RAL il quadro nazionale è questo. Il massimo del netto tocca a 272 comuni dove le due addizionali sono zero: 163 in provincia di Trento, 109 in provincia di Bolzano. Il minimo è Salerno. La mediana nazionale delle due addizionali sommate è 591,75 €, la media 582,04 €: Milano, con 595,88 €, è un caso quasi esattamente medio.
Un'altra cifra che vale la pena tenere a mente: 987 comuni su 7.894 non prelevano addizionale comunale a questa RAL. In 966 casi perché non l'hanno deliberata nei dati del motore, nei 21 restanti perché hanno una soglia di esenzione che 30.000 € di RAL non superano.
Perché l'aliquota cambia da un posto all'altro?
Perché entrambe le addizionali partono da un minimo nazionale e poi le decide un ente locale. La regionale ha un'aliquota base dell'1,23% che le regioni possono maggiorare con legge regionale; la comunale la delibera il comune, e la variazione «non può eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali».
La regionale: dall'1,23% al 3,33%
Sicilia, Veneto, Valle d'Aosta, Sardegna, Umbria e Basilicata stanno al minimo dell'1,23% nella fascia di reddito che interessa una RAL di 30.000 €. Altre regioni hanno costruito scaglioni propri: la Lombardia applica 1,23 / 1,58 / 1,72 / 1,73%, la Toscana 1,42 / 1,43 / 3,32 / 3,33%, la Campania 1,73 / 2,96 / 3,20 / 3,33%. È da qui che vengono i 621,89 € di Napoli contro i 335,09 € di Verona.
I due casi a zero sono province autonome con un meccanismo diverso. Trento riconosce una deduzione pari all'imponibile fino a 30.000 €, e la soglia morde sull'imponibile — qui 27.243 €, non i 30.000 € di RAL. Bolzano usa una detrazione generale di 430,50 €, più alta dei 335,09 € di imposta che verrebbero fuori all'1,23%. In entrambi i casi, a questa RAL, l'addizionale si azzera.
La comunale: lo 0,8% e le soglie
Lo 0,8% è il tetto della variazione deliberabile, e molti capoluoghi ci stanno dentro: Milano 0,8%, Venezia 0,8%, Firenze appena lo 0,2%. Alcuni vanno oltre — Roma 0,9%, Napoli 1,0%, Palermo 1,03%, Salerno 1,1% — e Torino usa scaglioni propri (0,8% fino a 28.000 €, 1,1% fino a 50.000 €, 1,2% oltre). Quelle aliquote sopra lo 0,8% le prendo dalla tabella del Dipartimento delle finanze, dove sono pubblicate con il numero di delibera. La norma speciale che consente a quei comuni di sforare il tetto non l'ho verificata, e quindi non la cito.
Poi c'è la soglia di esenzione, che la legge consente al comune di fissare in base a requisiti di reddito. Milano esenta fino a 23.000 € di imponibile, Firenze fino a 25.000 €, Roma fino a 14.000 €, Napoli fino a 12.000 €, Salerno fino a 10.000 €, Torino fino a 11.790 €. Palermo non ne ha: lì la paghi dal primo euro di imponibile.
Chi è esente dall'addizionale comunale?
Chi sta sotto la soglia del proprio comune, e chi non deve IRPEF. Il decreto dice che l'addizionale è dovuta solo «se per lo stesso anno risulta dovuta l'imposta sul reddito delle persone fisiche»: se la tua IRPEF è azzerata dalle detrazioni, l'addizionale non c'è. Attenzione però: superata la soglia, l'aliquota si applica all'intero imponibile e non alla sola parte eccedente. Il gradino che ne risulta — a Milano 183,43 € di netto per un euro di RAL in più — l'ho misurato nell'articolo su perché ho pagato più tasse del previsto.
A quale comune paghi, se cambi residenza?
A quello dove avevi il domicilio fiscale al 1° gennaio dell'anno a cui l'addizionale si riferisce. Se ti sei trasferito a febbraio, per tutto quell'anno l'addizionale comunale va ancora al comune vecchio, con l'aliquota e la soglia del comune vecchio. La stessa regola vale per la regionale: è dovuta «alla regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale stessa».
È la ragione per cui un trasloco da Napoli a Trento non si vede sul netto nell'anno in cui lo fai, ma in quello dopo. E non è il comune dove lavori: è quello del tuo domicilio fiscale.
Quello che questa pagina non copre
Non posso dirti se la tua busta paga è corretta, e non ci provo. Posso dirti quale riga guardare e quanto dovrebbe pesare sull'anno. Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri.
Il limite più grosso è che il motore calcola l'anno, non il mese. Non ricostruisce la ritenuta di un singolo cedolino: servirebbe sapere cosa ha fatto il tuo sostituto d'imposta nei mesi precedenti, quando ha chiuso il conguaglio e quali acconti ha già trattenuto. Chi ti dà quel numero senza saperlo sta indovinando. Anche la divisione in rate delle tabelle qui sopra è aritmetica mia sugli importi annui, col numero massimo di rate che la legge consente: il tuo datore può usarne meno, e spesso lo fa.
Sull'acconto comunale c'è un'altra approssimazione dichiarata: si calcola sull'imponibile dell'anno precedente. Se il tuo reddito è cambiato, quell'acconto non corrisponde al 30% dell'addizionale di quest'anno, e la differenza si sistema al saldo. Quanto valga nel tuo caso, qui non lo stimo.
Molte delibere comunali nello snapshot del motore sono disciplina precedente prorogata, perché la pubblicazione 2026 non risulta nella tabella del Dipartimento delle finanze aggiornata al 26 agosto 2026: è il caso di Milano, Roma, Napoli, Firenze, Torino e Venezia. Palermo e Salerno sono invece delibere 2026 definitive.
Restano fuori le agevolazioni regionali legate a condizioni personali — familiari con disabilità, figli a carico, detrazioni per numero di figli — perché questi numeri assumono nessun familiare a carico. E il motore assume FPLD ordinario al 9,19% e anno intero lavorato: apprendistato, part time, settori con aliquota contributiva diversa, anni lavorati solo in parte, più datori nello stesso anno spostano le soglie, e lì non stimo niente.