Un premio di risultato in busta paga lascia in tasca molto meno del suo lordo, e quanto meno dipende da come è stato tassato. Con la tassazione ordinaria, 2.000 € di premio su una RAL di 30.000 € aggiungono 1.086,52 € netti all'anno: il 45,67% resta per strada. Con l'imposta sostitutiva all'1% prevista per il 2026 gli stessi 2.000 € ne lasciano 1.798,04 €, senza applicare la distinta decontribuzione del premio. La differenza fra i due regimi, nello stesso caso, è di 711,52 €.
In breve: su un premio tassato in modo ordinario non pagano solo contributi e IRPEF. Il premio alza il reddito, e alzando il reddito riduce le detrazioni che ti tornavano indietro. È questa terza riga, che nessuno si aspetta, a far crescere il netto meno del lordo.
I numeri di questa pagina escono dal motore di calcolo del sito, con queste ipotesi: dipendente privato, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, 13 mensilità, regole 2026, senza decontribuzione del premio per coinvolgimento paritetico dei lavoratori. Il motore calcola l'anno, non la singola busta paga: dove la differenza conta, lo dico.
Come viene tassato il premio aziendale in busta paga?
In due modi, e cambiano tutto. Se rientra nel regime agevolato, il premio di risultato paga un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali, che per il 2026 e il 2027 è all'1% entro 5.000 € lordi. Se non ci rientra — perché manca un accordo aziendale depositato, perché sei fuori dai requisiti, o perché è un bonus discrezionale — fa reddito come il resto e paga l'aliquota marginale.
L'aliquota ridotta è scritta nella legge di bilancio 2026: ai premi di produttività dell'art. 1 c. 182 della legge 208/2015 «erogati negli anni 2026 e 2027, l'imposta sostitutiva ivi prevista è applicabile, entro il limite di importo complessivo di 5.000 euro, con l'aliquota ridotta all'1 per cento».
Quale dei due ti è stato applicato lo dice il cedolino. Il premio agevolato di solito compare come voce separata, con la sua imposta accanto; quello ordinario si somma all'imponibile fiscale del mese.
Quanto resta di 2.000 € di premio a tassazione ordinaria?
Su una RAL di 30.000 € un premio ordinario di 2.000 € porta il netto annuo da 23.425,49 a 24.512,01 €. La crescita netta è 1.086,52 €. Queste sono le righe che hanno mangiato gli altri 913,48 €.
| Riga | A 30.000 € | A 32.000 € | Effetto del premio |
|---|---|---|---|
| Contributi INPS, IVS 9,19% | −2.757,00 € | −2.940,80 € | −183,80 € |
| IRPEF lorda | −6.265,89 € | −6.789,54 € | −523,65 € |
| Detrazione da lavoro dipendente | +2.044,26 € | +1.882,94 € | −161,32 € |
| Ulteriore detrazione | +1.000,00 € | +1.000,00 € | 0,00 € |
| Addizionale regionale Lombardia | −377,94 € | −408,12 € | −30,18 € |
| Addizionale comunale Milano | −217,94 € | −232,47 € | −14,53 € |
| Netto annuo | 23.425,49 € | 24.512,01 € | +1.086,52 € |
La riga da guardare è la terza. La detrazione da lavoro dipendente dell'art. 13 del TUIR scende man mano che il reddito sale: quei 2.000 € ne portano via 161,32, che prima tornavano indietro. Il premio paga la sua imposta e in più un pezzo di detrazione che smetti di avere.
Questo è il conto annuale, non la previsione del cedolino del mese. In busta paga il datore applica una ritenuta d'acconto costruita su una stima, e la differenza si sistema al conguaglio: è lo stesso meccanismo che spiega perché il netto di un mese è più basso di quello prima.
Perché a 40.000 € di RAL il premio di risultato rende meno che a 30.000?
Perché fra 20.000 e 40.000 € di reddito si sta esaurendo una seconda detrazione, e ogni euro guadagnato ne porta via un pezzo. Lo stesso premio di 2.000 € lordi, nelle stesse ipotesi, rende tre cifre diverse.
| RAL di partenza | Netto che resta dei 2.000 € | Quota trattenuta |
|---|---|---|
| 25.000 € | 1.007,26 € | 49,64% |
| 30.000 € | 1.086,52 € | 45,67% |
| 40.000 € | 786,29 € | 60,69% |
A 40.000 € il prelievo arriva al 60,69%, e l'aliquota IRPEF lì è ancora il 33%. Non è lo scaglione: è l'ulteriore detrazione della legge 207/2024, che in quella fascia decresce fino ad azzerarsi e pesa sul premio per 227,02 €. Una riga che a 30.000 € non c'era. Lo stesso effetto, visto dal lato dell'aliquota, è nell'articolo sul taglio IRPEF.
Il caso dei 25.000 € è brusco per un motivo diverso. Lì l'addizionale comunale di Milano non si paga, perché l'imponibile resta sotto l'esenzione di 23.000 €. Il premio lo porta sopra, e l'addizionale si attiva sull'intero imponibile, non solo sui 2.000 €: 196,15 € in un colpo solo.
In quali punti il netto scende mentre il lordo sale?
Sono sette, su questo profilo. Il motore li calcola cercando le RAL in cui una soglia si apre o si chiude. In quei punti un euro lordo in più può valere decine di euro netti in meno.
| RAL | Cosa succede | Effetto sul netto annuo |
|---|---|---|
| 9.001,12 € | si attiva il trattamento integrativo | +1.200,01 € |
| 9.360,21 € | la somma non imponibile passa dal 7,1% al 5,3% | −257,54 € |
| 16.518,02 € | decade il trattamento integrativo | −130,11 € |
| 22.024,02 € | la somma non imponibile lascia il posto all'ulteriore detrazione | +40,01 € |
| 25.327,62 € | finisce l'esenzione dell'addizionale comunale di Milano | −184,00 € |
| 27.530,02 € | si attiva la maggiorazione di 65 € | +65,01 € |
| 38.542,02 € | decade la maggiorazione di 65 € | −64,99 € |
Sette è il numero di questo profilo, non una costante nazionale. La soglia comunale dipende da dove vivi, e con familiari a carico alcuni salti si attenuano o spariscono: le detrazioni di famiglia possono azzerare l'IRPEF netta prima che la soglia conti.
Un premio che cade a cavallo di uno di questi punti è il motivo più frequente per cui il conto sembra sbagliato quando non lo è.
Quanto cambia con l'imposta sostitutiva all'1%?
Cambia moltissimo, perché il premio agevolato non entra nel reddito complessivo e quindi non intacca le detrazioni. Nelle ipotesi di questa pagina, con IVS al 9,19% e senza decontribuzione, su 2.000 € lordi restano 1.798,04 €. Il conto vale se sono rispettati i requisiti del regime agevolato.
La tabella assume che non si applichi lo sgravio contributivo per coinvolgimento paritetico dei lavoratori, previsto su una quota di premio fino a 800 € annui.
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Premio lordo | 2.000,00 € |
| Contributi INPS, IVS 9,19% | −183,80 € |
| Imponibile dell'imposta sostitutiva | 1.816,20 € |
| Imposta sostitutiva all'1% | −18,16 € |
| Netto del premio | 1.798,04 € |
Questa tabella non esce dal motore: l'imposta sostitutiva non è modellata nel calcolatore, e qui è l'1% applicato all'imponibile dopo i contributi, come dice la norma. Il 9,19% è invece l'aliquota del motore.
A parità di premio il regime agevolato vale +711,52 € su una RAL di 30.000 € e +1.011,75 € su una di 40.000 €: rende di più proprio a chi si trova nella fascia dove le detrazioni si stanno esaurendo. Un meccanismo simile è quello degli straordinari detassati.
Il premio di risultato è soggetto ai contributi INPS?
Di regola sì: l'imposta sostitutiva dell'art. 1 c. 182 della legge 208/2015 sostituisce l'IRPEF e le addizionali regionale e comunale, non i contributi previdenziali. Nel conto qui sopra i 183,80 € di INPS si pagano in entrambi i regimi perché l'esempio assume che non si applichi la decontribuzione.
Esiste però una distinta agevolazione su una quota di premio fino a 800 € annui per lavoratore, prevista dall'art. 1 c. 189 della legge 208/2015, modificato dall'art. 55 del DL 50/2017. Richiede il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro, i requisiti del premio di risultato e il contratto collettivo aziendale o territoriale depositato. Non basta ricevere un premio: devono essere rispettate anche le condizioni di regolarità contributiva e gli altri obblighi indicati dall'INPS.
Sulla quota agevolata si riduce di 20 punti percentuali l'aliquota IVS del datore ed è esclusa la contribuzione del dipendente oggetto dello sgravio. Restano dovute le contribuzioni escluse dal beneficio: la circolare INPS 104/2018, sezioni 1–2 indica, tra le altre, i contributi ai Fondi di solidarietà e il contributo aggiuntivo dell'1%, quando dovuti. Non è quindi un'esenzione totale di ogni contributo.
Lo sgravio comporta anche una corrispondente riduzione del computo ai fini pensionistici. Il premio soggetto a contribuzione ordinaria, invece, alimenta la pensione come il resto della retribuzione.
Il premio di produzione è sempre tassato all'1%?
No. L'aliquota ridotta vale solo se ci sono tutti e quattro i requisiti, che l'Agenzia delle Entrate elenca nelle istruzioni della dichiarazione precompilata:
- sei un dipendente del settore privato;
- il tuo reddito di lavoro dipendente dell'anno precedente non supera 80.000 €;
- il premio è legato a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione;
- il contratto collettivo aziendale o territoriale che lo prevede è stato depositato telematicamente entro trenta giorni dalla firma.
Se anche uno solo manca, la tassazione del premio di risultato torna ordinaria e vale la prima tabella di questa pagina. È il caso più comune dei bonus decisi unilateralmente dal datore: non sono premi di risultato ai sensi della norma, per quanto si chiamino premio.
Qual è la differenza tra premio di risultato e welfare aziendale?
Il premio in denaro di regola paga contributi e un'imposta, salvo la decontribuzione appena descritta; il welfare aziendale non paga né l'una né gli altri, ma non arriva in euro. Molti accordi permettono di convertire il premio in beni e servizi: quelle somme escono dal reddito di lavoro dipendente, quindi niente imposta sostitutiva e niente INPS.
Se convenga dipende da quanto quei beni ti servono davvero, e quel conto qui non lo faccio: il motore non modella il welfare. Con l'aliquota all'1% il vantaggio fiscale della conversione si è assottigliato, mentre il costo resta: rinunci a scegliere come spendere quei soldi.
Come si calcola il bonus netto?
Partendo dal regime, non dall'importo. Se il premio è agevolato e valgono le ipotesi dell'esempio — IVS al 9,19% e nessuna decontribuzione — togli il 9,19% di contributi e l'1% sul resto. Se si applica lo sgravio fino a 800 € annui, questo conto non basta: bisogna considerare la quota agevolata e le contribuzioni escluse dal beneficio.
Se è ordinario non esiste una percentuale da applicare. Il netto dipende da dove ti trovi sulla curva delle detrazioni, e lo stesso premio vale 786 € o 1.087 € a seconda del punto di partenza. Il conto completo per importo sta nelle pagine per RAL, e il caso dei 30.000 € usato qui è in RAL 30.000 € netti.
Quello che questa pagina non copre
Non posso dirti se la tua busta paga è corretta: posso dirti quale riga guardare e quanto dovrebbe pesare. Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri, che escono da un motore pubblico con le regole 2026 e le ipotesi dichiarate.
Il motore assume aliquota FPLD ordinaria al 9,19% e anno intero lavorato. Gli esempi escludono la decontribuzione fino a 800 € annui per coinvolgimento paritetico: il netto di 1.798,04 € si riferisce al caso senza sgravio. Il motore non modella questa decontribuzione, l'imposta sostitutiva, il welfare, la ritenuta del singolo mese né il conguaglio. Apprendistato, part time, settori con aliquota contributiva diversa, più datori nello stesso anno: lì le soglie si spostano e qui non le stimo. Le addizionali sono quelle di Milano e della Lombardia.
La parte di premio oltre i 5.000 € torna a tassazione ordinaria e paga l'aliquota marginale, con l'effetto sulle detrazioni descritto sopra: il conto di un premio misto non è in queste tabelle.
Se il numero non ti torna, potrebbe valere la pena cercare nel cedolino se il premio compare come voce separata con la sua imposta oppure dentro l'imponibile fiscale del mese. Sono due righe diverse, e distinguono i due conti di questa pagina.