In un esempio di busta paga con liquidazione del TFR ci sono due conti che non si toccano mai. Da una parte le competenze ordinarie dell'ultimo mese — retribuzione, tredicesima, ferie non godute — con contributi e IRPEF come ogni mese. Dall'altra il TFR, che ha un imponibile suo, un'aliquota sua e sui contributi non paga nulla. Su una RAL di 30.000 € e cinque anni di anzianità, l'ultimo cedolino porta 12.094,29 € netti: 3.587,25 € di parte ordinaria e 8.507,04 € di TFR.

In breve: in un esempio di busta paga con liquidazione del TFR ci sono due imponibili distinti. Su 30.000 € di RAL e cinque anni, le competenze ordinarie di dicembre sono 5.325,46 € lordi e lasciano 3.587,25 € netti. Il TFR è 10.890,09 € lordi, tassato a parte al 23% su un imponibile di 10.361,10 €: restano 8.507,04 €. Totale: 12.094,29 € netti.

Le ipotesi contano tutte, e sono queste: dipendente privato a tempo pieno, Milano, nessun familiare a carico, 13 mensilità, aliquota FPLD ordinaria, regole 2026. Rapporto iniziato il 1° gennaio 2022 e chiuso il 31 dicembre 2026, cinque anni esatti. RAL di 30.000 € costante e stesso comune anche negli anni precedenti, 8 giorni di ferie residue, divisore giornaliero 26, preavviso lavorato. La rivalutazione del TFR la ipotizzo al 3% lordo annuo: è un'ipotesi dichiarata, non una previsione. I numeri netti del 2026 escono dal motore di calcolo del sito. Le addizionali del 2025, che nel 2026 arrivano a rate, le calcolo a parte e le mostro nella riconciliazione.

Chiudo il rapporto il 31 dicembre perché così l'anno fiscale è intero e il conto si verifica riga per riga. Se esci a metà anno il meccanismo è lo stesso, ma le detrazioni si rapportano ai giorni di lavoro e gli importi cambiano.

Perché nell'ultimo cedolino ci sono due conti e non uno?

Perché il TFR non è stipendio del mese, e la legge lo tratta in modo diverso su due fronti. Sul fronte contributivo è escluso dalla base imponibile: i 10.890,09 € di TFR non pagano il 9,19% di IVS. Sul fronte fiscale non entra nel reddito dell'anno, ma ha una tassazione separata, con un'aliquota che dipende da quanto hai accantonato e in quanti anni.

È qui che sbaglia quasi tutto quello che ho letto sul tema: il TFR trattato come una voce in più del cedolino di dicembre, con l'IRPEF dell'anno applicata sopra. Nel documento le due parti stanno spesso in due riquadri distinti, a volte in due cedolini diversi.

CosaContributi IVS 9,19%Imposta
Retribuzione, tredicesima, ferie non goduteSìIRPEF ordinaria più addizionali
TFRNoTassazione separata, aliquota propria

L'esempio: il cedolino di dicembre con la liquidazione del TFR

Ecco l'ultimo cedolino riga per riga. Le competenze ordinarie sono tre: la retribuzione di dicembre, la tredicesima intera perché maturata su dodici dodicesimi, e gli 8 giorni di ferie residui valorizzati a 88,76 € al giorno, con divisore 26. Il TFR arriva dopo, con la sua riga e la sua imposta.

Voce dell'ultimo cedolinoImporto
Retribuzione di dicembre2.307,69 €
Tredicesima, dodici dodicesimi2.307,69 €
Indennità per 8 giorni di ferie non godute710,08 €
Totale competenze a tassazione ordinaria5.325,46 €
Contributi IVS, 9,19%−489,41 €
IRPEF del mese, conguaglio di fine anno incluso−702,95 €
Addizionale regionale Lombardia 2026, in unica soluzione−388,13 €
Addizionale comunale Milano 2026, meno l'acconto già trattenuto−157,72 €
Netto della parte ordinaria3.587,25 €
TFR lordo maturato in cinque anni10.890,09 €
Imposta a tassazione separata, 23% su 10.361,10 €−2.383,05 €
TFR netto8.507,04 €
Netto dell'ultimo cedolino12.094,29 €

Due righe fanno sembrare il cedolino sbagliato, e non lo è. Le addizionali del 2026 arrivano qui tutte insieme: se il rapporto continuasse le pagheresti a rate nel 2027, ma alla cessazione la legge fa prelevare in unica soluzione quello che resta. La regionale non ha acconto, quindi è intera: 388,13 €. La comunale sull'anno vale 223,10 €, ma 65,38 € di acconto li hai già pagati da marzo a novembre: qui restano 157,72 €.

L'IRPEF di 702,95 € è alta perché contiene il conguaglio. Qui dichiaro l'ipotesi: nei primi undici mesi il datore ha trattenuto l'imposta ragguagliando all'anno la RAL contrattuale di 30.000 €, cioè un tredicesimo di 3.221,63 € al mese, 2.726,02 € in undici mesi. L'IRPEF vera dell'anno, che include le ferie liquidate, è 3.428,97 €: la differenza cade qui. Com'è fatto lo stesso documento in un mese normale lo mostro in esempio di busta paga, importo per importo.

Quando viene pagato il TFR in busta paga?

Alla fine del rapporto, qualunque sia il motivo: dimissioni, licenziamento, scadenza, pensione. Lo trovi nell'ultimo cedolino o in un cedolino a sé, emesso qualche settimana dopo. I tempi li fissa il CCNL e non esiste un termine unico di legge: per alcuni contratti sono i giorni successivi, per altri qualche mese. In corso di rapporto il TFR si vede solo come anticipazione.

Da dove escono i 10.890,09 € di TFR in busta paga?

Da cinque quote annuali uguali più le rivalutazioni. La quota di ogni anno è la retribuzione divisa per 13,5 meno lo 0,50% della retribuzione imponibile: su 30.000 € fa 2.072,22 €. La rivalutazione è il 3% lordo ipotizzato meno l'imposta sostitutiva del 17%, cioè il 2,49% netto, e si applica solo al fondo degli anni precedenti.

AnnoQuota accantonataRivalutazione nettaFondo al 31 dicembre
20222.072,22 €0,00 €2.072,22 €
20232.072,22 €51,60 €4.196,04 €
20242.072,22 €104,48 €6.372,74 €
20252.072,22 €158,68 €8.603,64 €
20262.072,22 €214,23 €10.890,09 €

Il fondo lordo si scompone in 10.361,10 € di quote e 528,99 € di rivalutazioni nette. La distinzione non è estetica: solo le quote finiscono nell'imponibile. Il calcolo della quota annua e della rivalutazione, con le fonti, sta in TFR: come si calcola davvero.

Come faccio a sapere quanto è il mio TFR?

Guarda il riquadro dei progressivi, in fondo al cedolino. Ci sono tre cifre: il fondo residuo dell'anno precedente, la quota maturata nell'anno, la rivalutazione. Le diciture cambiano da software a software — «F.do TFR», «TFR accantonato», «Quota TFR», «Rival. TFR» — ma il contenuto è quello.

Perché sulla busta paga non c'è il TFR?

Perché può non essere il tuo datore ad amministrarlo. Se hai destinato il TFR alla previdenza complementare, la quota va al fondo pensione e il cedolino mostra solo il versamento. Se l'azienda supera la soglia dimensionale prevista e non hai aderito a un fondo, il TFR va al Fondo di Tesoreria dell'INPS: la soglia qui non la fisso. Il maturato continua a spettarti.

Come si calcola l'imposta sul TFR?

In tre passaggi, e nessuno assomiglia all'IRPEF del mese. L'imponibile sono le sole quote accantonate, 10.361,10 €: le rivalutazioni restano fuori perché l'imposta sostitutiva del 17% l'hanno già pagata. Il reddito di riferimento è l'imponibile diviso gli anni di servizio e moltiplicato per dodici: 10.361,10 ÷ 5 × 12 = 24.866,64 €. Sta sotto i 28.000 €, quindi l'aliquota è il 23% e l'imposta 2.383,05 €.

Il reddito di riferimento è un numero fittizio: serve solo a scegliere l'aliquota, che poi si applica all'intero imponibile.

Quanto è l'importo netto di un TFR di 10.000 euro?

7.700 €, con almeno cinque anni di servizio: reddito di riferimento 24.000 €, aliquota 23%, imposta 2.300 €. Con tre anni lo stesso imponibile dà un reddito di riferimento di 40.000 €, l'aliquota diventa il 26% e il netto scende a 7.400 €. Accumulare in fretta costa: è il contrario di quello che dice l'intuizione.

Quanto vale la tassazione separata, in euro?

3.032,04 € su questo caso. Il metodo lo dichiaro, perché è un confronto costruito: ho chiesto al motore l'imposta su un imponibile pari alla somma dei due, cioè 27.887,82 € di reddito ordinario più 10.361,10 € di TFR, 38.248,92 € in tutto.

Su quel totale IRPEF e addizionali farebbero 9.455,29 €, contro i 4.040,20 € che si pagano sul solo reddito ordinario. Quei 10.361,10 € di TFR costerebbero 5.415,09 € di imposte da reddito dell'anno, contro i 2.383,05 € della tassazione separata. Il motivo: come reddito ordinario il TFR scavalcherebbe la soglia dei 28.000 € e si porterebbe via una parte delle detrazioni.

La riconciliazione: i dodici cedolini dell'anno

I conti tornano, ma solo se nei cedolini del 2026 metti anche quello che arriva dal 2025. Chi lavora lì dal 2022 non paga solo le imposte dell'anno: da gennaio a novembre il datore trattiene anche il saldo delle addizionali 2025, determinato al conguaglio e diviso in undici rate, e da marzo l'acconto della comunale 2026.

Le ipotesi sugli anni precedenti, perché i numeri escono da qui: stessa RAL e stesso comune, conguaglio 2025 fatto a dicembre 2025. Nel 2025 il reddito imponibile è 27.243,00 € e le aliquote di Lombardia e Milano erano le stesse del 2026: l'addizionale regionale 2025 è 377,94 € e la comunale 217,94 €, gli stessi importi che il motore calcola su 30.000 € di RAL. Della comunale 2025 avevi già pagato nel 2025 un acconto di 69,37 €: il 30% calcolato sul reddito 2024, che con l'esonero contributivo di quell'anno era più alto, 28.904,54 €. Il saldo è 148,57 €. L'acconto 2026 è il 30% calcolato sul reddito 2025: 65,38 €.

Gennaio–novembre 2026Importo
Lordo, 11 × 2.307,69 €25.384,59 €
Contributi IVS, 11 × 212,08 €−2.332,88 €
IRPEF, 11 × 247,82 €−2.726,02 €
Saldo addizionale regionale 2025, 11 rate da gennaio−377,94 €
Saldo addizionale comunale 2025, 11 rate da gennaio−148,57 €
Acconto addizionale comunale 2026, 9 rate da marzo−65,38 €
Netto incassato in undici mesi19.733,80 €

Mese per mese sono 1.799,92 € a gennaio e febbraio, 1.792,66 € da marzo a ottobre, 1.792,68 € a novembre, dove l'ultima rata assorbe i centesimi di arrotondamento. Come vengono spezzate le rate dipende dal software paghe, il totale no. Aggiungi i 3.587,25 € di parte ordinaria dell'ultimo cedolino: nel 2026 incassi 23.321,05 €.

Il conto annuo del motore misura un'altra cosa: le imposte che appartengono al reddito 2026, su un lordo di 30.710,08 € — la RAL più le ferie liquidate — e dà 23.847,62 €. Per passare dalla cassa al motore rimetti i 526,51 € di saldi 2025, che sono imposte sul reddito dell'anno prima: 23.321,05 + 526,51 = 23.847,56 €. Sei centesimi di scarto dal motore, solo arrotondamento mese per mese. L'acconto comunale non sposta niente: è addizionale 2026 pagata in anticipo, e nell'ultimo cedolino lo trovi già scalato.

Il risultato pratico: nell'anno in cui esci paghi le addizionali di due anni, 1.137,74 € in tutto. Il saldo del 2025 a rate, il 2026 intero entro dicembre. Non è un'imposta in più: è il saldo 2026, che avresti pagato a rate nel 2027, anticipato a dicembre. Il TFR resta fuori da tutte queste somme: non è reddito dell'anno. La RAL voce per voce sta in quanto sono netti 30.000 € di RAL.

Le cinque righe da controllare nell'ultimo cedolino

Non posso dirti se il tuo cedolino è corretto. Posso dirti quali righe guardare, in quest'ordine:

  • il totale delle competenze ordinarie, con retribuzione, tredicesima e ferie residue;
  • la riga del TFR lordo e il suo imponibile, più basso del fondo se ci sono rivalutazioni;
  • la riga dell'imposta a tassazione separata, che non è IRPEF e non è il conguaglio;
  • le addizionali dell'anno, trattenute qui in unica soluzione: la regionale intera, la comunale meno l'acconto pagato da marzo;
  • i progressivi dell'anno, per vedere cosa è già stato trattenuto nei mesi precedenti, comprese le rate delle addizionali dell'anno prima.

Se un numero non torna, le cause più frequenti sono tre: una retribuzione utile per il TFR diversa dalla RAL per previsione del CCNL, un giorno di ferie valorizzato con un altro divisore, mesi con assenze non retribuite. Se la differenza resta, potrebbe valere la pena chiedere il dettaglio a chi elabora le paghe. Dove cadono queste righe fra tutte le altre lo spiego in come si legge una busta paga.

Cosa non copro

  • Il tuo CCNL, che decide la retribuzione utile per il TFR, il valore del giorno di ferie, i tempi di pagamento e la maturazione dei ratei. Qui la retribuzione utile coincide con la RAL.
  • L'uscita a metà anno. Le detrazioni si rapportano ai giorni di lavoro: l'IRPEF cambia, e con lei il netto della parte ordinaria. Il motore ragiona su un anno intero. Cambiano anche le addizionali: le rate del saldo dell'anno prima non ancora pagate si aggiungono, in unica soluzione, all'ultimo cedolino.
  • Il conguaglio dell'anno prima fatto a febbraio invece che a dicembre: le rate del saldo 2025 partono da marzo, sono meno e più alte, il totale non cambia.
  • L'indennità sostitutiva del preavviso, se il preavviso non lo lavori: segue regole proprie e ai fini contributivi resta imponibile, a differenza del TFR.
  • Anticipazione del TFR, fondo pensione e Fondo di Tesoreria INPS, che cambiano dove va il denaro e come viene tassato.
  • La riliquidazione dell'Agenzia delle Entrate. Quella del datore è provvisoria: l'Agenzia ricalcola con l'aliquota media del quinquennio precedente, e può arrivare una richiesta o un rimborso.
  • La detrazione prevista per i redditi di riferimento bassi, che non applico: se ti spetta, l'imposta scende di qualche decina di euro.
  • Il pubblico impiego, che ha un istituto diverso, e la rivalutazione degli anni futuri, che dipende da un indice che non esiste ancora.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri: vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate in apertura e le fonti riaperte il 3 ottobre 2026. Le addizionali del 2025 il motore non le calcola, perché applica le regole 2026: le ho calcolate a parte, con le aliquote 2025 e le fonti riaperte il 7 ottobre 2026. Il metodo sta in come ho lavorato.

Se vuoi il conto sulla tua cifra, la RAL si mette nel calcolatore in home page e il netto lo rifà il motore.