In un esempio di busta paga con malattia il conto si spezza in tre pezzi. I primi tre giorni l'INPS non li paga. Dal quarto al ventesimo paga il 50% della retribuzione media giornaliera, dal ventunesimo al centottantesimo il 66,66%. Il resto lo mette il datore di lavoro solo se il tuo CCNL glielo impone. Per un operaio con paga fissa di 2.080,00 € lordi al mese e dieci giornate di malattia l'INPS ci mette 280,00 €: senza integrazione il buco lordo è di 520,00 €.

In breve: in un esempio di busta paga con malattia per un operaio a 2.080,00 € lordi fissi al mese, la base INPS è il mese precedente diviso 26: 80,00 € al giorno. Dieci giornate valgono 800,00 € di trattenuta, calcolata con il divisore del contratto, che qui è anche lui 26. L'INPS ne indennizza sette al 50%, cioè 280,00 €: i primi tre sono di carenza. Senza integrazione del CCNL il lordo del mese scende a 1.560,00 € e sull'anno perdi 309,05 € netti.

Le ipotesi contano e sono queste: operaio a tempo pieno con paga fissa mensile di 2.080,00 €, uguale anche nel mese precedente la malattia, lavorato per intero; contratto collettivo con divisore giornaliero 26; residenza a Milano, nessun familiare a carico, 13 mensilità, aliquota contributiva FPLD ordinaria, regole 2026. Gli importi netti escono dal motore di calcolo del sito; percentuali e base dell'indennità INPS vengono dalle fonti in fondo alla pagina.

Chi paga i giorni di malattia: l'INPS, il datore o nessuno?

Nella malattia di un dipendente privato ci sono tre pagatori possibili e si presentano in fila. L'INPS paga un'indennità a percentuale a partire dal quarto giorno. Il datore di lavoro anticipa materialmente quell'indennità in busta paga e poi la recupera dall'Istituto. Il CCNL può aggiungere un'integrazione che colma la differenza, in tutto o in parte.

Giorni di malattiaChi pagaQuanto
1°, 2°, 3° — la carenzaNessuno per legge; il datore solo se lo prevede il CCNL0% dall'INPS
Dal 4° al 20°INPS, anticipato dal datore50% della retribuzione media giornaliera
Dal 21° al 180°INPS, anticipato dal datore66,66% della retribuzione media giornaliera
Oltre il 180° nell'anno solareFuori dalla tutela INPS0% dall'INPS

I primi tre giorni sono il pezzo che sorprende di più, e nel cedolino la riga porta di solito il nome di carenza. La legge non li mette a carico dell'INPS: l'indennità decorre dal quarto giorno. Che siano pagati o no lo decide il contratto collettivo, e alcuni contratti li coprono solo per i primi episodi dell'anno.

L'indennità INPS, poi, non arriva con un bonifico dell'Istituto. La anticipa l'azienda insieme allo stipendio e la conguaglia con i contributi che deve versare. Per questo in fondo al cedolino trovi una riga di indennità: quei soldi passano dal datore, ma non sono suoi.

Come si calcola la retribuzione media giornaliera?

La retribuzione media giornaliera è la base su cui l'INPS applica il 50% e il 66,66%, e non ha una formula unica per tutti. Per gli operai con paga fissa mensile l'INPS ammette di dividere per 26 la retribuzione complessiva del mese precedente la malattia, se quel mese è stato lavorato per intero (INPS, circolare 84 del 22 aprile 1980, punto 9.1). Con 2.080,00 € nel mese precedente fa 80,00 € al giorno. È il numero da cui dipende tutto il resto del conto.

Da qui escono le due indennità giornaliere di questo esempio:

  • dal 4° al 20° giorno: 50% di 80,00 € = 40,00 € al giorno;
  • dal 21° al 180° giorno: 66,66% di 80,00 € = 53,33 € al giorno.

Tre avvertenze, perché qui i cedolini reali si discostano.

La prima: il divisore fisso 26 la circolare lo prevede solo per gli operai con paga fissa mensile. Se sei impiegato, se sei pagato a ore o se il mese prima sei stato assente, quella regola non ti copre: la base INPS va ricostruita con altre istruzioni e questo conto non vale così com'è.

La seconda: la base INPS non è la trattenuta. La trattenuta per le giornate di assenza la calcola il datore con il divisore del tuo contratto, sulla paga del mese in corso; l'indennità INPS parte dal mese precedente. Qui i due numeri coincidono a 80,00 € perché ho scelto un CCNL con divisore 26 e un mese precedente pagato come questo. Nel tuo cedolino possono essere diversi.

La terza: i ratei. Se il tuo CCNL non mette a carico del datore l'intera tredicesima per i giorni di malattia, nella base INPS possono entrare anche i ratei delle mensilità aggiuntive (INPS, circolare 213 del 31 luglio 1995). In quel caso la retribuzione media giornaliera è un po' più alta di 80,00 € e l'indennità pure. Qui non li includo, e lo dichiaro.

L'esempio: operaio a paga fissa di 2.080 € al mese, dieci giornate di malattia

Ecco l'esempio di busta paga con malattia riga per riga, su dieci giornate di assenza di cui tre di carenza. La retribuzione ordinaria viene tolta per intero sulle giornate non lavorate, con il divisore del contratto; l'indennità INPS rientra come voce a sé, calcolata sulla base del mese precedente; il saldo dipende da una cosa sola: se il contratto integra o no.

Voce del meseImporto
Retribuzione lorda del mese2.080,00 €
Trattenuta per 10 giornate di malattia, 10 × 80,00 €−800,00 €
Carenza, 3 giornate che l'INPS non indennizza0,00 €
Indennità INPS, 7 giornate al 50%, 7 × 40,00 €+280,00 €
Totale lordo del mese, senza integrazione contrattuale1.560,00 €
Integrazione del datore, se il CCNL la prevededa 0,00 € a +520,00 €

Il conto si legge in una riga: 800,00 € tolti, 280,00 € restituiti, 520,00 € di differenza. Quella differenza è lo spazio in cui lavora il contratto collettivo. Se il tuo CCNL integra fino al 100% della retribuzione, il datore aggiunge 520,00 € e il lordo del mese torna 2.080,00 €. Se non integra nulla, il buco resta tutto tuo.

Sulla struttura del cedolino ordinario, senza assenze, c'è già una pagina con lo stesso metodo: esempio di busta paga, importo per importo.

Quanto costa davvero una malattia non integrata, al netto?

Il lordo perso non è quello che perdi davvero. Su una retribuzione annua più bassa paghi meno contributi, meno IRPEF e meno addizionali, e le detrazioni salgono: ogni euro lordo di malattia non integrata ti costa circa 59 centesimi netti. La tabella sotto rifà il conto con il motore, scenario per scenario.

Giornate di malattiaTrattenuta lordaIndennità INPSBuco lordoNetto annuo calcolatoNetto perso sull'anno
Nessuna———21.600,69 €—
5400,00 €80,00 €320,00 €21.410,50 €190,19 €
10800,00 €280,00 €520,00 €21.291,64 €309,05 €
201.600,00 €680,00 €920,00 €21.053,79 €546,90 €
302.400,00 €1.213,30 €1.186,70 €20.895,20 €705,49 €

Le ipotesi sono quelle dichiarate in apertura, con RAL di partenza pari a 2.080,00 € per 13 mensilità, cioè 27.040,00 €. Il motore ragiona sull'anno: una retribuzione annua più bassa di 520,00 € produce un netto annuo più basso di 309,05 €. Il singolo cedolino può distribuire la differenza in modo diverso fra il mese della malattia e il conguaglio di fine anno; il totale dei dodici mesi è questo.

Lo scenario da 30 giornate è l'unico in cui compare il 66,66%: diciassette giornate indennizzate al 50% e dieci al 66,66%, perché il salto avviene al ventunesimo giorno e le prime tre restano di carenza.

Perché il tuo netto del mese può essere sceso più di così

Un netto più basso del solito non è sempre colpa della malattia, ed è l'errore di attribuzione più comune quando si apre il cedolino. La malattia toglie giornate retribuite; nello stesso mese però possono cadere un conguaglio fiscale, il recupero di un'addizionale, un premio tassato a parte o la fine di una detrazione.

Il modo di verificarlo è confrontare il mese con quello precedente e guardare quali righe sono cambiate, non solo il netto in fondo. Se il totale delle competenze è sceso di circa la quota giornaliera per le giornate di assenza, la malattia spiega il calo. Se le competenze sono uguali e sono cresciute le trattenute, la causa è un'altra: le più frequenti stanno in il netto è sceso rispetto al mese scorso.

Non posso dirti se la tua busta paga è sbagliata. Posso dirti quali righe guardare e in che ordine.

Dove si vede la malattia nel PDF del cedolino?

Apri la ricerca del lettore PDF e cerca quattro parole, in quest'ordine: malattia, indennità, carenza, integrazione. In due minuti hai isolato tutte le righe che riguardano l'assenza, senza leggere il cedolino dall'alto in basso.

Nel corpo del cedolino la malattia compare quasi sempre in tre posti diversi:

  • una voce in negativo, che toglie le ore o le giornate non lavorate;
  • una voce in positivo, con l'indennità a carico INPS;
  • una terza voce, se c'è, con l'integrazione a carico dell'azienda.

I nomi e i codici cambiano da software a software. La legge impone che ogni elemento della retribuzione e ogni trattenuta siano indicati distintamente, non come si chiamano. Se il tuo cedolino ha una legenda, vince la legenda. Sulla struttura generale del documento c'è come si legge una busta paga, riga per riga.

Nel piede, infine, guarda i giorni di malattia già usati nell'anno. È il contatore che conta verso il limite dei 180 giorni per anno solare.

Domande frequenti

Chi paga i primi tre giorni di malattia?

L'INPS non li paga: l'indennità decorre dal quarto giorno. I primi tre giorni sono la carenza e restano a carico del datore di lavoro soltanto se il contratto collettivo lo prevede, spesso con una copertura che si riduce dal terzo o quarto episodio di malattia nell'anno. Il testo da cercare è l'articolo del tuo CCNL sul trattamento economico di malattia.

La malattia è pagata al 100%?

Non dall'INPS. L'indennità pubblica si ferma al 50% della retribuzione media giornaliera dal quarto al ventesimo giorno e al 66,66% dal ventunesimo al centottantesimo. Molti contratti collettivi prevedono un'integrazione a carico dell'azienda che porta il trattamento al 100%, ma è una regola contrattuale, non una regola di legge: cambia da CCNL a CCNL.

Quanti giorni di malattia paga l'INPS in un anno?

Al massimo 180 giorni di calendario per anno solare. Superato quel tetto l'indennità INPS non spetta più, anche se la malattia continua. Quello che succede oltre il 180° giorno — conservazione del posto, comporto, eventuali trattamenti contrattuali — dipende dalla legge e dal CCNL, e in questa pagina non lo copro.

Quanto prende l'INPS di indennità su 1.500 euro al mese?

Per un operaio con paga fissa di 1.500 € e il mese precedente lavorato per intero, la base INPS è 1.500 diviso 26: 57,69 € al giorno. L'indennità vale 28,85 € al giorno dal quarto al ventesimo e 38,46 € dal ventunesimo. Su dieci giornate di malattia, sette indennizzate, fa 201,95 € dall'INPS contro 576,90 € di trattenuta, se anche il tuo contratto usa il divisore 26. La proporzione non cambia con il lordo: cambiano gli euro.

L'indennità di malattia è tassata?

L'indennità entra nel reddito da lavoro dipendente e sconta l'IRPEF come il resto della retribuzione. Sul lato contributivo le regole sono diverse da quelle della retribuzione ordinaria, e il motore di calcolo del sito non le modella. Per questo la tabella dei netti qui sopra tratta il buco come una retribuzione annua più bassa, non come una somma di righe del singolo mese.

La malattia fa perdere la tredicesima o le ferie?

Dipende dal contratto collettivo, non dalla legge, e qui non lo verifico. Alcuni CCNL sospendono la maturazione dei ratei durante l'assenza, altri no. È l'altro articolo del tuo contratto da leggere insieme a quello sul trattamento economico di malattia.

Quello che questa pagina non copre

Questo esempio di busta paga con malattia vale per un operaio a tempo pieno con paga fissa mensile, il mese precedente lavorato per intero, divisore 26 sia per la base INPS sia per la trattenuta, 13 mensilità senza ratei nella base INPS, residenza a Milano, nessun familiare a carico e aliquota FPLD ordinaria. Cambia una di queste cose e i numeri cambiano. Restano fuori, e lo dico prima che tu ci sbatta:

  • Impiegati, operai pagati a ore e chi il mese prima è stato assente. La base INPS con il divisore 26 vale per la casistica dell'esempio, non per loro.
  • Il tuo CCNL. Non ho verificato il testo di nessun contratto collettivo per questo articolo: l'integrazione al 100% è un'ipotesi del conto, non una regola generale. Percentuali e numero di episodi coperti stanno nel tuo contratto.
  • Il conteggio esatto delle giornate indennizzabili. Qui conto dieci giornate di quelle che il divisore 26 retribuisce. Domeniche, festivi e lavoro a ore seguono regole proprie che non ricostruisco.
  • L'infortunio sul lavoro, che non è malattia: lì paga l'INAIL con percentuali sue.
  • Malattia in prova, in preavviso, durante la cassa integrazione o oltre il periodo di comporto.
  • Categorie con misure diverse da quelle generali — alcuni settori hanno percentuali proprie — e i lavoratori del pubblico impiego.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate qui sopra e le fonti riaperte il 28 settembre 2026; quelle sulla base di calcolo INPS il 7 ottobre 2026. Il metodo sta per intero in come ho lavorato.

Se vuoi il conto sulla tua cifra esatta, la RAL si mette nel calcolatore in home page e il netto lo rifà il motore.