I permessi non retribuiti in busta paga non costano un trentesimo dello stipendio, e la differenza non è piccola. Su una RAL di 30.000 € il lordo mensile è 2.307,69 €: un trentesimo farebbe 76,92 €, ma la trattenuta che vedi in busta col divisore contrattuale 26 è di 88,76 €. Sotto quella riga ci sono altre tre cose che se ne vanno e che nel cedolino del mese non compaiono: il rateo di tredicesima, l'accantonamento di TFR e un giorno di detrazione IRPEF. Sommate, quella giornata ti costa 65,53 € netti più 6,64 € di TFR differito.
In breve: una giornata di permesso non retribuito in busta paga vale il lordo mensile diviso per il divisore del tuo CCNL, di solito 26, non 30. Su 30.000 € di RAL sono 88,76 € lordi trattenuti subito, 7,40 € di rateo di tredicesima che non maturi, 6,64 € di TFR in meno e un giorno di detrazione perso. In netto: 65,53 €.
I numeri in euro di questa pagina escono dal motore di calcolo del sito, rigenerati oggi. Ipotesi: dipendente privato a tempo pieno, residenza a Milano, nessun familiare a carico, anno intero, aliquota contributiva FPLD ordinaria, regole 2026, 13 mensilità, divisore giornaliero 26, divisore orario 173. I due divisori li fissa il tuo contratto collettivo, non la legge: cambiali e cambia tutta la pagina.
Quanto tolgono dallo stipendio per un permesso non retribuito?
Il lordo mensile diviso per il divisore giornaliero del tuo CCNL. È questa l'unica operazione che fa l'ufficio paghe per la riga che vedi, e il risultato dipende interamente da quale numero sta al denominatore. Su 2.307,69 € di lordo mensile le convenzioni in circolazione danno quattro risposte diverse, e fra la più bassa e la più alta ballano trenta euro.
| Divisore | Da dove viene | Trattenuta lorda |
|---|---|---|
| 30 | giorni di calendario | 76,92 € |
| 26 | settimana su sei giorni, la più diffusa | 88,76 € |
| 21,67 | giorni lavorativi medi su cinque giorni | 106,49 € |
| 8 ore su divisore 173 | contratti che contano le ore | 106,71 € |
Ipotesi: RAL 30.000 € su 13 mensilità, quindi 2.307,69 € di lordo mensile. Tabella aritmetica: cambia il divisore e cambia la cifra, nessuno di questi numeri è una norma.
Perché il divisore non è 30
Perché il mese retributivo non ha trenta giorni pagati: ne ha il numero che il contratto ha deciso di usare. Il 26 nasce dalla settimana su sei giorni — quattro settimane e mezza di giornate retribuibili — e resta in uso anche in aziende che lavorano cinque giorni, perché il sabato è un giorno retribuito ancorché non lavorato. Il risultato pratico è che una giornata vale il 15,4% in più di quanto ti aspetti.
La parte che trovo assurda è che nessuno te lo scrive. Il divisore sta in un articolo del tuo CCNL, non in busta paga, e il cedolino ti mostra solo il prodotto finito. Lo stesso scarto fra unità di misura lo trovi sulle ferie contate in ore o in giorni, e produce gli stessi equivoci.
Cosa comporta un permesso non retribuito, oltre alla riga in busta paga?
Tre cose, e nessuna delle tre si vede nel cedolino del mese. Una giornata non retribuita non è solo retribuzione in meno: è anche tredicesima che non matura, TFR che non si accantona e un giorno in meno di detrazione IRPEF. Su 30.000 € di RAL il conto lordo passa da 88,76 € a 96,15 €, cioè esattamente la tua RAL divisa per 312.
| Cosa perdi | Importo | Quando lo vedi |
|---|---|---|
| Retribuzione del giorno, divisore 26 | 88,76 € lordi | nella busta del mese |
| Rateo di tredicesima | 7,40 € lordi | a dicembre |
| Totale lordo nell'anno | 96,15 € | — |
| Accantonamento TFR | 6,64 € | alla fine del rapporto |
| Un giorno di detrazione | 8,34 € di IRPEF in più | al conguaglio |
Ipotesi come sopra. Il rateo di tredicesima è un dodicesimo di mensilità diviso per 26; l'accantonamento TFR e l'effetto sulla detrazione sono spiegati qui sotto.
Il rateo di tredicesima
La tredicesima matura un dodicesimo al mese, e una giornata non retribuita toglie da quel dodicesimo la sua quota. Su 30.000 € il rateo mensile è 192,31 €: un ventiseiesimo fa 7,40 €. Non li vedi a ottobre, li vedi a dicembre, quando la mensilità arriva più corta di così. Se il tuo contratto conta i ratei in modo diverso — alcuni ragionano per mesi interi, altri per giornate — il numero cambia, e per il tuo caso non lo so.
Il TFR che non si accantona
Il TFR si calcola sulla retribuzione dovuta per l'anno divisa per 13,5, e un giorno non retribuito abbassa quella base. Lo dice l'art. 2120 del codice civile nella versione scritta dalla L. 297/1982, e la cosa interessante è l'eccezione: il quarto comma computa figurativamente solo le sospensioni per le cause dell'art. 2110 — malattia, infortunio, gravidanza, puerperio — e l'integrazione salariale. Il permesso non retribuito non è in quell'elenco, quindi la retribuzione che non prendi non entra nel TFR.
Dai 96,15 € di base in meno, divisi per 13,5, fanno 7,12 €. Il datore ne sottrae il contributo aggiuntivo dello 0,50% previsto dall'art. 3 della stessa legge, e quello che resta sul tuo accantonamento è 6,64 €. Il meccanismo completo sta in come si calcola il TFR.
Il giorno di detrazione
Questa è la voce che quasi nessuno nomina, ed è la più grossa in proporzione. L'art. 13 del TUIR dice che la detrazione per lavoro dipendente spetta «rapportata al periodo di lavoro nell'anno», e lo stesso vale per l'ulteriore detrazione da 1.000 € della L. 207/2024. I giorni che contano, scrive l'Agenzia delle Entrate, includono festività, riposi settimanali e altri giorni non lavorativi, ma non i periodi «per i quali non spetta alcun reddito, neppure nella forma di retribuzione differita».
Una giornata di permesso non retribuito è esattamente quello: niente retribuzione, niente rateo, niente TFR. Su 30.000 € le due detrazioni valgono insieme 3.044,26 € l'anno, e un trecentosessantacinquesimo fa 8,34 € di IRPEF in più. Il motore del sito assume 365 giorni di detrazione e questo effetto non lo sa produrre: l'ho calcolato in proporzione sopra la detrazione che il motore restituisce, ed è aritmetica, non una seconda stima.
Quanto costa una giornata di assenza alla tua RAL?
Dipende dalla RAL, e non in modo lineare. Il lordo cresce in proporzione, il netto no, perché ogni fascia di reddito ha la sua combinazione di scaglione IRPEF e detrazioni che si consumano. Fra il 42,8% e il 76,5% del lordo annuo: questa è l'ampiezza reale.
| RAL | Lordo in busta | Rateo 13ª | Lordo annuo | Netto perso | Detrazione persa | Netto totale | TFR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 59,17 € | 4,93 € | 64,10 € | 41,34 € | 7,70 € | 49,04 € | 4,43 € |
| 24.000 € | 71,01 € | 5,92 € | 76,92 € | 46,27 € | 9,53 € | 55,80 € | 5,31 € |
| 26.000 € | 76,92 € | 6,41 € | 83,33 € | 49,55 € | 9,07 € | 58,62 € | 5,76 € |
| 30.000 € | 88,76 € | 7,40 € | 96,15 € | 57,19 € | 8,34 € | 65,53 € | 6,64 € |
| 36.000 € | 106,51 € | 8,88 € | 115,38 € | 45,28 € | 6,80 € | 52,08 € | 7,97 € |
| 40.000 € | 118,34 € | 9,86 € | 128,21 € | 50,41 € | 4,51 € | 54,92 € | 8,86 € |
| 50.000 € | 147,93 € | 12,33 € | 160,26 € | 81,24 € | 1,09 € | 82,33 € | 11,07 € |
Ipotesi dichiarate sopra, divisore 26, 13 mensilità. «Netto perso» è la differenza fra il netto annuo con la RAL piena e quello con la RAL ridotta del lordo annuo, calcolata dal motore. Il TFR resta fuori dal totale perché è differito. Se la tua RAL è intorno ai 30.000 €, il conto completo sta in quanto sono netti 30.000 € di RAL.
Perché a 36.000 € una giornata costa meno che a 30.000 €
Guarda le due righe. A 36.000 € la giornata lorda vale 115,38 €, cioè il 20% più che a 30.000 €, e in netto te ne costa 52,08 € contro 65,53 €: tredici euro in meno a parità di giornata persa. La causa è l'ulteriore detrazione della L. 207/2024, che è piena fino a 32.000 € di reddito e si consuma linearmente fino ad azzerarsi a 40.000 €. In quella fascia ogni euro di reddito in meno te ne restituisce 12,5 centesimi di detrazione, e il recupero compensa quasi metà del prelievo.
È lo stesso meccanismo che, al contrario, rende un aumento quasi invisibile in quella fascia. Non è un favore a nessuno: è una conseguenza non voluta di come sono scritte le soglie, e resta una stortura.
E se il permesso è di poche ore?
Si usa il divisore orario, non quello giornaliero, e il conto scala in proporzione. Con 173 ore mensili un'ora di permesso non retribuito su 30.000 € di RAL vale 13,34 € lordi e 7,97 € netti. Attenzione a un dettaglio aritmetico: otto ore valgono 106,71 €, mentre una giornata intera col divisore 26 ne vale 88,76. Il tuo contratto non usa i due divisori in modo intercambiabile, e non sono proporzionali fra loro.
| Ore di permesso | Lordo | Netto |
|---|---|---|
| 1 ora | 13,34 € | 7,97 € |
| 2 ore | 26,68 € | 15,95 € |
| 4 ore | 53,36 € | 31,76 € |
| 8 ore | 106,71 € | 63,51 € |
Ipotesi come sopra, divisore orario 173, nessuna maggiorazione. Il valore di un'ora, voce per voce, sta in quanto vale davvero un'ora del tuo lavoro.
Come vengono inclusi i permessi non retribuiti in busta paga?
Come una riga negativa nel corpo delle competenze, con una causale che varia da elaboratore a elaboratore: PERM. NON RETR., ASS. NON RETRIB., TRATT. ASSENZA. Accanto trovi quasi sempre la quantità — giornate o ore — e il valore unitario, e quel valore unitario è il tuo divisore: è lì che puoi leggerlo senza aprire il contratto.
Tre controlli che puoi fare in due minuti. Il valore unitario moltiplicato per la quantità deve dare la trattenuta. Il numero di giorni retribuiti in alto nel cedolino, o il punto 6 della tua Certificazione Unica, dovrebbe essere sceso di uno. E il contatore delle ferie e dei ROL nel piede dovrebbe aver maturato meno, se il tuo contratto lo prevede. Se uno dei tre non torna, non posso dirti che il cedolino è sbagliato: posso dirti che potrebbe valere la pena chiedere all'ufficio paghe come è stata trattata quella giornata.
Quanti giorni di permesso non retribuito puoi chiedere?
Per i permessi ordinari non esiste un tetto di legge: lo scrive il tuo CCNL, e varia molto. Quello che la legge fissa sono due congedi specifici, entrambi non retribuiti, entrambi nella L. 53/2000.
- Gravi e documentati motivi familiari, art. 4 comma 2: fino a due anni nell'arco della vita lavorativa, continuativi o frazionati, con conservazione del posto. Niente retribuzione, e il periodo non è computato né nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali, salvo riscatto o versamenti volontari.
- Congedo per la formazione, art. 5: servono almeno cinque anni di anzianità nella stessa azienda, dura al massimo undici mesi in tutta la vita lavorativa, non dà diritto alla retribuzione e non conta nell'anzianità. Il datore può rinviarlo o respingerlo per esigenze organizzative.
Il comma 1 dello stesso art. 4 prevede invece tre giorni lavorativi all'anno retribuiti, per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado o di un convivente stabile. Se la tua situazione rientra lì, non è un permesso non retribuito e non ti costa niente.
I permessi non retribuiti fanno perdere contributi?
Sì, perché su una giornata senza retribuzione non c'è imponibile e quindi non si versa nulla. Quanto questo pesi sulla tua posizione dipende dalla durata. Per il congedo dell'art. 4 comma 2 la legge è esplicita: il periodo non è computato ai fini previdenziali, e per coprirlo servono il riscatto o i versamenti volontari. Per una singola giornata di permesso ordinario la risposta è diversa e oggi non l'ho quantificata: l'accredito INPS lavora su base settimanale e dipende dal minimale, che non ho riaperto per questa pagina. Non invento una percentuale.
Quello che posso dirti è che l'accredito non si perde giornata per giornata: si ragiona per settimane coperte. Quante ne servano per intaccare il tuo estratto conto dipende da quante giornate sono e da come cadono nel calendario.
Quello che questa pagina non copre
- Il tuo divisore. 26 e 173 sono ipotesi dichiarate. Il numero vero sta nel tuo CCNL e nel valore unitario della riga in busta.
- Come il tuo contratto tratta i ratei. Tredicesima, ferie e permessi possono maturare per mesi interi o per giornate: cambia il conto, e per il tuo caso non lo so.
- L'accredito contributivo di una singola giornata, per il motivo scritto sopra.
- Le ipotesi di calcolo. Dipendente privato a tempo pieno, Milano, nessun familiare a carico, anno intero, FPLD ordinario, regole 2026. Cambiane una e cambiano tutte le cifre.
- Restano fuori apprendistato, pubblico impiego, part time verticale, cassa integrazione e i settori con aliquota contributiva diversa dal FPLD ordinario.
Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate e le norme riaperte oggi.
Domande frequenti
Cosa succede se prendo un permesso non retribuito?
Perdi la retribuzione della giornata, il rateo di tredicesima che le corrisponde e l'accantonamento di TFR, e quel giorno esce dal conteggio dei giorni di detrazione IRPEF. Il posto di lavoro resta tuo e l'assenza è giustificata: è la differenza con l'assenza ingiustificata, che oltre alla trattenuta espone a un procedimento disciplinare.
Quando si possono usare i permessi non retribuiti?
Quando il tuo CCNL li prevede e il datore li autorizza: per i permessi ordinari serve un accordo, non è un diritto che eserciti da solo. Fanno eccezione i congedi della L. 53/2000 per gravi motivi familiari e per la formazione, che sono diritti di legge, ma anche lì il datore può rinviare la fruizione per esigenze organizzative documentate.
È meglio consumare permessi o ferie?
Dipende da cosa rischi di perdere. Le quattro settimane minime di ferie non si possono monetizzare mentre il rapporto è in corso, quindi ferie non godute sono tempo perso; molti permessi invece si pagano o si riportano. Un permesso retribuito o un ROL ti costa zero in busta, un permesso non retribuito ti costa fra il 43% e il 76% del lordo della giornata in netto.
La giornata non retribuita fa perdere anche ferie e ROL?
Di norma sì, in proporzione, perché ferie e permessi maturano sul tempo di lavoro effettivo o retribuito. La misura però la decide il contratto collettivo, e qui non la quantifico. Il posto dove guardare è il contatore nel piede del cedolino: se il maturato del mese è più basso del solito, quella giornata è il motivo più probabile.
Perché la trattenuta è più alta della mia paga giornaliera netta?
Perché la riga in busta è un importo lordo, e si confronta col tuo lordo, non col netto. Su 30.000 € di RAL la trattenuta lorda è 88,76 € e l'effetto netto della giornata è 65,53 €: il prelievo che non paghi su quella quota ti torna indietro. Lo scarto fra i due numeri non è un errore, è la fiscalità che lavora al contrario.
Un permesso non retribuito incide sul conguaglio di fine anno?
Sì, e per due vie. Il reddito annuo è più basso, quindi l'IRPEF dovuta scende; ma scende anche la detrazione, perché è rapportata ai giorni di lavoro. Le due cose si compensano solo in parte, e il saldo finisce nel conguaglio di dicembre. Su una sola giornata parliamo di pochi euro, su un congedo lungo di molto di più.