In un esempio di busta paga con maternità obbligatoria l'indennità INPS è l'80%, ma non l'80% del tuo stipendio: l'80% di una base giornaliera che contiene anche il rateo di tredicesima. Per un'impiegata con RAL di 30.000 € su 13 mensilità fa 2.000,00 € lordi al mese contro i 2.307,69 € di un mese ordinario, cioè l'86,7% e non l'80%. E siccome quell'indennità non sconta i contributi, al netto perdi molto meno di quanto temi: su cinque mesi di congedo il netto dell'anno scende di 312,96 €.

In breve: in un esempio di busta paga maternità obbligatoria su RAL 30.000 €, l'indennità all'80% vale 66,67 € al giorno, cioè 2.000,00 € lordi al mese. È esente dai contributi IVS del 9,19%, quindi l'imponibile fiscale del mese cala di appena 95,62 €. Cinque mesi di congedo costano 312,96 € netti sull'anno.

Le ipotesi contano e sono queste: impiegata dipendente privata a tempo pieno, RAL 30.000 € su 13 mensilità, mese precedente il congedo lavorato per intero, residenza a Milano, nessun familiare a carico, aliquota FPLD ordinaria, regole 2026, nessuna integrazione del contratto collettivo salvo dove lo dico. I netti escono dal motore di calcolo del sito. Percentuali, base di calcolo e durate vengono dalle fonti in fondo alla pagina.

Chi paga la maternità ai dipendenti?

La paga l'INPS, ma i soldi te li dà il tuo datore di lavoro. L'indennità di maternità è a carico dell'Istituto; l'azienda la anticipa materialmente in busta paga insieme al resto e poi la recupera conguagliandola con i contributi che deve versare. Per questo nel cedolino vedi una riga di indennità: quei soldi passano dall'azienda, ma non sono suoi.

Il meccanismo è lo stesso dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie, perché la legge rimanda esplicitamente a quelle modalità. È la stessa catena di un esempio di busta paga con malattia, dove però le percentuali cambiano: lì si parte dal 50% e i primi tre giorni non li paga nessuno, qui dall'80% già dal primo giorno.

Il contratto collettivo può aggiungere un terzo pezzo: un'integrazione a carico del datore che colma la differenza fino al 100%. È una regola contrattuale, non di legge.

Maternità obbligatoria e stipendio: perché l'80% non è l'80% del tuo lordo

Perché la base su cui si applica l'80% è più alta del tuo lordo mensile. La legge prende la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga mensile precedente l'inizio del congedo, la calcola dividendo per trenta, e poi ci aggiunge il rateo giornaliero della tredicesima. È il passaggio che nessuno racconta e che sposta il conto di diversi punti.

Sulla RAL dell'esempio il numero viene così:

PassaggioImporto
Lordo del mese precedente2.307,69 €
Diviso 3076,92 € al giorno
Più il rateo giornaliero di tredicesima6,41 € al giorno
Retribuzione media globale giornaliera83,33 € al giorno
Indennità all'80%66,67 € al giorno
Indennità su un mese di 30 giorni2.000,00 € lordi

Confronta 2.000,00 € con i 2.307,69 € di un mese ordinario: siamo all'86,7%, non all'80%. La differenza nasce tutta da quel rateo.

C'è un secondo effetto nella stessa direzione. I periodi di congedo di maternità sono computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, tredicesima e ferie comprese: la tredicesima matura comunque, per intero, anche sui mesi in cui sei a casa. Non la perdi e non si riduce, e su come viene tassata quando arriva ho scritto a parte in tassazione della tredicesima.

Esempio di busta paga con maternità obbligatoria: il cedolino di un mese

In un mese interamente coperto dal congedo la retribuzione ordinaria sparisce e al suo posto compare l'indennità: 2.000,00 € lordi invece di 2.307,69 €. La riga che cambia tutto, però, è la terza. Sull'indennità INPS non si applicano i contributi a carico della lavoratrice, perché le somme poste a carico di gestioni previdenziali obbligatorie per legge sono escluse dalla base imponibile contributiva, e il periodo è coperto da contribuzione figurativa.

Voce del meseMese ordinarioMese in congedo
Retribuzione lorda2.307,69 €0,00 €
Indennità INPS all'80%, anticipata dal datore0,00 €2.000,00 €
Contributi IVS 9,19% a carico della lavoratrice−212,08 €0,00 €
Imponibile fiscale del mese2.095,62 €2.000,00 €

Il lordo scende di 307,69 €, ma l'imponibile fiscale scende solo di 95,62 €. È qui che si rompe l'intuizione: ti aspetti di perdere il 20% e stai perdendo il 4,6% della base su cui poi si calcola l'IRPEF. Il 9,19% di contributi che non paghi si mangia quasi tutta la differenza.

Sulla struttura generale del cedolino, senza assenze, c'è già una pagina con lo stesso metodo: esempio di busta paga, importo per importo.

Quanto scende il netto sull'anno?

Poco. Il motore ragiona sull'anno intero e dice che cinque mesi di congedo obbligatorio, senza nessuna integrazione del contratto, costano 312,96 € netti. Il lordo dell'anno passa da 30.000,00 € a 28.461,54 €, i contributi scendono da 2.757,00 € a 1.696,62 €, e l'imponibile fiscale cala da 27.243,00 € a 26.764,92 €.

Mesi di congedo obbligatorioLordo dell'annoNetto annuo calcolatoNetto perso sull'anno
Nessuno30.000,00 €23.425,49 €—
129.692,31 €23.362,83 €62,66 €
229.384,62 €23.300,28 €125,21 €
329.076,92 €23.237,61 €187,88 €
428.769,23 €23.175,07 €250,42 €
528.461,54 €23.112,53 €312,96 €

Ogni mese di congedo obbligatorio costa poco più di 62 € netti. Il conto regge anche su altre RAL, con la stessa struttura di ipotesi.

RALLordo mensileIndennità mensile all'80%Netto senza congedoNetto con 5 mesiNetto perso
25.000 €1.923,08 €1.666,67 €20.569,65 €20.305,60 €264,05 €
30.000 €2.307,69 €2.000,00 €23.425,49 €23.112,53 €312,96 €
35.000 €2.692,31 €2.333,33 €26.032,17 €25.720,86 €311,31 €
40.000 €3.076,92 €2.666,67 €27.960,18 €27.684,23 €275,95 €

Il motore ragiona su dodici mesi: il singolo cedolino può distribuire la differenza in modo diverso fra i mesi di congedo e il conguaglio di fine anno. Il totale dell'anno è questo.

Maternità obbligatoria retribuita al 100%: quando succede?

Quando lo prevede il tuo contratto collettivo, mai per legge. La legge si ferma all'80%. Molti CCNL — e quasi tutto il pubblico impiego — mettono a carico del datore un'integrazione che porta il trattamento al 100%, ma è l'articolo del tuo contratto a deciderlo, non il D.Lgs. 151/2001.

Nell'esempio l'integrazione vale 1.538,46 € sui cinque mesi. Quella quota è retribuzione a tutti gli effetti e sconta i contributi come il resto dello stipendio. Il risultato è controintuitivo: il netto annuo diventa 24.011,42 €, cioè 585,93 € più di un anno lavorato per intero, perché 10.000 € di lordo sono transitati senza il 9,19% di IVS.

Prendilo come ordine di grandezza, non come promessa: è una conseguenza del modello annuale del motore, e i contratti ancorano l'integrazione ora al lordo ora al netto, con risultati diversi. Non ho verificato il testo di nessun CCNL per questa pagina.

Quanto tempo si può stare a casa in maternità?

Cinque mesi: due prima della data presunta del parto e tre dopo. Se il parto arriva dopo la data presunta, si aggiunge il periodo fra data presunta ed effettiva. Se arriva prima, i giorni di astensione non goduti si sommano al periodo successivo al parto, anche se il totale supera i cinque mesi.

Ci sono due varianti, entrambe su scelta della lavoratrice e con attestazione medica che la scelta non pregiudica la salute della madre e del nascituro. La flessibilità sposta a un mese prima del parto e quattro dopo. L'opzione più recente consente di astenersi solo dopo il parto, nei cinque mesi successivi.

Quello che la durata non cambia è l'importo giornaliero: l'80% vale dal primo giorno all'ultimo. Cambia il numero di giorni, non la percentuale.

In quali casi si può chiedere la maternità anticipata?

Quando la gravidanza presenta complicanze, o quando le condizioni di lavoro sono ritenute pregiudizievoli per la salute della madre o del bambino. Il provvedimento lo dispone l'azienda sanitaria competente o l'Ispettorato territoriale del lavoro, a seconda del motivo, e non è una scelta libera della lavoratrice.

Sul piano della busta paga non cambia quasi nulla, ed è la risposta che serve a chi cerca un esempio di busta paga con maternità anticipata: l'indennità resta l'80% della stessa retribuzione media globale giornaliera, calcolata allo stesso modo. Cambiano i periodi, non gli importi giornalieri. Le durate dell'interdizione anticipata qui non le ricostruisco.

Maternità facoltativa: il congedo parentale costa molto di più

Molto di più, ed è qui che il netto si sente davvero: un mese di congedo parentale al 30% costa 880,92 € netti, contro i 62,65 € di un mese di congedo obbligatorio.

Il congedo parentale, spesso chiamato maternità facoltativa, ha nove mesi ordinariamente indennizzati: tre non trasferibili alla madre, tre al padre e tre alternativi fra i genitori, entro i quattordici anni del bambino. Nei sei mesi non trasferibili, fino a tre mesi complessivi di coppia possono passare dal 30% all'80% prima dei sei anni: ciascuno può essere ripartito o utilizzato da uno solo. Sono compresi nei nove, non si aggiungono. Gli altri mesi indennizzati restano al 30%.

Quanti mesi all'80% spettano? Per i periodi fruiti oggi, le condizioni temporali sono queste:

Massimo complessivo di coppia all'80%Fine del congedo di maternità o, in alternativa, paternità
1 meseDopo il 31 dicembre 2022
2 mesiDopo il 31 dicembre 2023
3 mesiDopo il 31 dicembre 2024

Per nascite dal 2023, 2024 o 2025 spettano rispettivamente fino a uno, due o tre mesi maggiorati anche indipendentemente dalla fine del congedo. Resta il limite dei sei anni. Le maggiorazioni valgono per dipendenti; non tutte le nascite pregresse danno diritto a tre mesi.

Oltre nove mesi, il 30% spetta solo con reddito individuale inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo pensionistico annuo, nei limiti di durata del congedo.

La differenza fra le due aliquote, sulla RAL dell'esempio, è questa. Ogni riga è uno scenario alternativo: i mesi non vanno sommati fra righe. Gli scenari all'80% presuppongono i requisiti appena indicati.

Mesi di congedo parentale, dopo i 5 obbligatoriIndennità lorda al meseNetto annuo calcolatoCosto netto in più
1 mese all'80%2.000,00 €23.049,88 €62,65 €
2 mesi all'80%2.000,00 €22.987,33 €125,20 €
3 mesi all'80%2.000,00 €22.924,68 €187,85 €
1 mese al 30%750,00 €22.231,61 €880,92 €
2 mesi al 30%750,00 €21.285,67 €1.826,86 €
3 mesi al 30%750,00 €20.586,57 €2.525,96 €

Il costo netto in più è calcolato rispetto ai 23.112,53 € dello scenario con i soli cinque mesi obbligatori. Un mese all'80% ti costa 62,65 € netti, un mese al 30% te ne costa 880,92: quattordici volte tanto. Se devi decidere quali mesi prendere e quando, è questa la riga da guardare, non la durata.

Dove si vede la maternità nel PDF del cedolino?

Apri la ricerca del lettore PDF e cerca cinque parole, in quest'ordine: maternità, indennità, congedo, integrazione, figurativ. In due minuti hai isolato le righe della busta paga in maternità che ti interessano, senza leggere il cedolino dall'alto in basso.

Nel corpo del documento il congedo compare di solito in tre posti:

  • una voce in positivo con l'indennità a carico INPS, anticipata dal datore;
  • una seconda voce in positivo, se c'è, con l'integrazione a carico dell'azienda;
  • una riga o un'indicazione sulla contribuzione figurativa del periodo.

I nomi e i codici cambiano da software a software: la legge impone che ogni elemento della retribuzione sia indicato distintamente, non come deve chiamarsi. Se il tuo cedolino ha una legenda, vince la legenda.

Il controllo che puoi fare da sola è uno: verificare che la base da cui esce l'indennità comprenda il rateo di tredicesima, come prevede l'articolo 23. Se l'indennità mensile somiglia all'80% secco del tuo lordo invece che a qualcosa di più, potrebbe valere la pena chiedere all'ufficio paghe come è stata costruita la base. Non posso dirti se la tua busta paga è sbagliata. Posso dirti quale riga guardare.

Domande frequenti

La maternità è pagata all'80 o al 100 per cento?

All'80% per legge, su tutto il periodo di congedo obbligatorio. Il 100% esiste solo se il contratto collettivo impone al datore di integrare la differenza, cosa che molti CCNL fanno e altri no. Nel settore privato non dare per scontato il 100%: l'articolo da cercare nel tuo contratto è quello sul trattamento economico di maternità.

Come si presenta la domanda di congedo di maternità all'INPS?

La domanda si presenta all'INPS in via telematica prima dell'inizio del congedo, con SPID, CIE o CNS, e va comunicata anche al datore di lavoro. Serve il certificato medico di gravidanza con la data presunta del parto, trasmesso in via telematica. La procedura esatta e la modulistica stanno sul portale dell'Istituto e in questa pagina non le ricostruisco.

L'indennità di maternità è tassata?

Sì, l'IRPEF la paghi. L'indennità entra nel reddito da lavoro dipendente e sconta l'imposta come il resto della retribuzione. Quello che non sconta sono i contributi previdenziali a carico della lavoratrice: il periodo è coperto da contribuzione figurativa. È esattamente questo il motivo per cui il netto scende molto meno del lordo.

La maternità fa perdere la tredicesima o le ferie?

No. I periodi di congedo di maternità sono computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, inclusa la tredicesima o gratifica natalizia e incluse le ferie. È una differenza netta rispetto ad altre assenze, dove la maturazione dei ratei dipende dal contratto collettivo. Qui lo dice la legge.

Perché la mia indennità è diversa da quella dell'esempio?

Perché la base cambia con il mese precedente il congedo. Se quel mese non è stato lavorato per intero, se sei part-time, se sei stata assunta da poco o se la tua retribuzione include voci variabili, la retribuzione media globale giornaliera si costruisce con criteri diversi da quello dell'esempio. Il metodo resta, i numeri no.

Quello che questa pagina non copre

Questo esempio vale per una lavoratrice dipendente privata a tempo pieno, con RAL 30.000 € su 13 mensilità, mese precedente lavorato per intero, residenza a Milano, nessun familiare a carico e aliquota FPLD ordinaria. Cambia una di queste cose e i numeri cambiano. Restano fuori, e lo dico prima che tu ci sbatta:

  • Lavoratrici autonome, iscritte alla gestione separata, libere professioniste: regole e importi loro, che non ricostruisco.
  • Colf e badanti, dove la disciplina della busta paga segue un contratto suo.
  • Pubblico impiego, dove il trattamento al 100% è spesso previsto dal contratto e il conto cambia.
  • Part-time, assunzioni recenti, retribuzioni variabili: la base dell'articolo 23 si costruisce diversamente.
  • Le durate dell'interdizione anticipata disposta dall'ASL o dall'Ispettorato: l'indennità è la stessa, i periodi no.
  • Il testo del tuo CCNL: non ne ho verificato nessuno. L'integrazione al 100% è un'ipotesi del conto, non una regola generale.
  • Il conguaglio di fine anno e la distribuzione mese per mese: il motore ragiona sui dodici mesi, il tuo cedolino può ripartire le somme in modo diverso.

Nessun consulente del lavoro ha validato questi numeri. Vengono da un motore di calcolo pubblico, con le ipotesi dichiarate qui sopra e le fonti riaperte il 27 ottobre 2026. Il metodo sta per intero in come ho lavorato.

Se vuoi il conto sulla tua cifra esatta invece che su 30.000 €, la RAL si mette nel calcolatore in home page e il netto lo rifà il motore.